A2A pronta a investire 315 miliardi per infrastrutture energetiche entro il 2035
A2A annuncia investimenti di 315 miliardi per infrastrutture energetiche entro il 2035, contribuendo alla crescita e alla decarbonizzazione.
Con la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nel giugno 2026, si chiude il più importante programma di sostegno agli investimenti pubblici dal secondo dopoguerra. A2A, utility italiana, ha annunciato di essere pronta a investire 315 miliardi di euro entro il 2035 per infrastrutture energetiche, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del Paese e sostenere la transizione energetica. L’annuncio è stato reso noto durante la 52ma edizione del Forum di Cernobbio, dove è stato presentato uno studio realizzato in collaborazione con TEHA Group.
Investimenti per la crescita e la sostenibilità
Secondo lo studio “Investire per competere. Il contributo delle Utility a sviluppo e occupazione del Paese”, le aziende del settore Energy & Utility potranno attivare investimenti privati complessivi per 315 miliardi di euro entro il 2035 e 825 miliardi entro il 2050, pari a circa 33 miliardi di euro all’anno. Questi investimenti potrebbero contribuire fino al 10% dell’incremento annuo del PIL nei prossimi venticinque anni, senza impatti sul debito pubblico.
La strategia si basa su nove ambiti strategici, tra cui generazione elettrica da fonti rinnovabili e nucleare, infrastrutture elettriche, gas, data center, teleriscaldamento, ciclo idrico integrato, trattamento dei rifiuti e biometano. L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 del 36% entro il 2050 e generare un impatto economico pari a 4,1 volte il valore iniziale di ogni euro investito. La transizione energetica rappresenta un’opportunità per il Paese, con potenziali benefici economici e ambientali significativi. L’analisi ha anche evidenziato che grazie alle rinnovabili, le imprese potrebbero accumulare risparmi per circa 80 miliardi al 2050. L’autonomia energetica nazionale potrebbe salire dal 26% all’81%, riducendo l’esposizione del Paese alla volatilità dei mercati.

Un’opportunità per il Paese
“Giugno 2026 non ha segnato solo la fine del PNRR, ma l’inizio di una prova di maturità per il nostro Paese”, ha commentato Roberto Tasca, Presidente del Gruppo A2A. “La sfida non è tornare a crescere, ma scegliere come farlo. Il settore Energy & Utility è il punto in cui la just transition incontra la politica industriale: qui gli obiettivi europei possono diventare investimenti concreti capaci di generare crescita duratura.”
Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato del Gruppo A2A, ha sottolineato che l’Italia ha una leva concreta per continuare a crescere: la capacità di investimento del settore Energy & Utility. “Parliamo di 825 miliardi di euro entro il 2050 — circa 33 miliardi l’anno, pari al 9% della media degli investimenti nazionali dell’ultimo decennio. Risorse ingenti, destinate a priorità strategiche per l’Italia: sicurezza energetica, decarbonizzazione, infrastrutture, economia circolare.” La transizione energetica potrebbe ridurre le spese energetiche delle famiglie del 20% entro il 2050. Inoltre, gli investimenti potrebbero evitare fino a 1,5 miliardi di Euro di sanzioni europee che l’Italia dovrebbe sostenere entro il 2050 in assenza di adeguamenti del sistema fognario e di depurazione.
