Piscine
Undici anni risucchiata da bocchettone a Sestri Levante. Grave al Gaslini. Torna l’attenzione sul ddl per la sicurezza delle piscine bloccato in Parlamento e contestato dalle associazioni.

Una bambina di undici anni rimane ricoverata in prognosi riservata presso l’ospedale Gaslini di Genova dopo essere stata risucchiata da un bocchettone durante una sessione in piscina. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di ieri ai Bagni Segesta di Sestri Levante, sulla costa ligure. Il drammatico episodio riaccende il dibattito su un disegno di legge rimasto fermo in Parlamento da tempo, volto a introdurre standard di sicurezza obbligatori negli impianti natatori italiani.
Secondo le ricostruzioni disponibili, durante un’immersione i capelli della giovane sarebbero rimasti impigliati nel bocchettone di aspirazione della vasca. La forza dell’impianto ha tirato l’undici anni sotto il livello dell’acqua, rendendole impossibile divincolarsi dalla morsa della pompa. Il titolare dello stabilimento balneare ha subito tentato un intervento d’emergenza, tagliandole i capelli per liberarla dalla presa della bocchetta. Successivamente sono stati effettuati circa quarantacinque minuti di massaggio cardiaco prima dell’arrivo dei soccorsi.
Al momento del ricovero al Gaslini, l’ospedale pediatrico genovese ha diffuso una nota in cui comunica che le condizioni della bambina rimangono gravissime. La struttura sanitaria non ha fornito ulteriori dettagli clinici. La vasca dove si è verificato l’incidente è stata sottoposta a sequestro, mentre gli accertamenti tecnici proseguono per stabilire il corretto funzionamento dell’impianto e individuare eventuali negligenze o violazioni normative.
Il disegno di legge fermo in Parlamento
Il caso di Sestri Levante ripropone con urgenza il tema della sicurezza negli impianti natatori pubblici e privati. Un disegno di legge mirato a introdurre requisiti salvavita è attualmente bloccato in Parlamento e risulta contestato da diverse associazioni di categoria. L’incidente della bambina milanese risucchiata dalla pompa mette nuovamente in luce le carenze normative che affliggono il settore balneare italiano.
Nonostante episodi analoghi si siano verificati in passato, il quadro legislativo italiano resta frammentario e insufficiente. Molti impianti continuano a operare senza dispositivi di sicurezza aggiornati o con sistemi di aspirazione non conformi ai più recenti standard internazionali di protezione. Le bocchette di aspirazione rappresentano un rischio noto e documentato, particolarmente per i bambini, la cui minore consapevolezza del pericolo e le caratteristiche fisiche li rendono maggiormente vulnerabili.

Contesto e prospettive
Il ricovero della giovane undici anni nella struttura ligure sottolinea come la prevenzione rappresenti l’unico strumento efficace per evitare tragedie. L’intervento tempestivo del titolare della struttura ha presumibilmente salvato la vita alla bambina, ma non ha impedito conseguenze gravi. Ogni anno in Italia centinaia di persone rimangono vittime di annegamenti e incidenti in acqua, una proporzione rilevante dei quali potrebbe essere prevenuta con norme costruttive e manutentive più stringenti.
Nelle prossime settimane, è lecito attendersi una ripresa del dibattito parlamentare sul disegno di legge per la sicurezza delle piscine. Le associazioni di categoria, finora critiche nei confronti di alcune disposizioni del testo, dovranno confrontarsi con l’evidenza di questa tragedia evitata per poco. Gli inquirenti proseguono intanto l’esame tecnico della vasca sequestrata presso i Bagni Segesta per verificare se sussistano responsabilità civili o penali nella gestione dell’impianto.
Nel frattempo, la comunità di Sestri Levante e l’opinione pubblica restano in apprensione per le condizioni della piccola paziente del Gaslini, ancora ricoverata in prognosi riservata, mentre il caso torna a rappresentare un campanello d’allarme per la sicurezza nei luoghi dedicati al nuoto e al divertimento acquatico.
