Cina rafforza controllo su minerali critici con nuovi giacimenti e politiche di investimento

La Cina rafforza il controllo su minerali critici con nuovi giacimenti e politiche di investimento.

La Cina ha rafforzato la sua posizione nel settore dei minerali critici, ampliando le riserve strategiche e implementando un controllo statale sugli investimenti minerari internazionali. Dopo la rivalutazione di oltre 1800 giacimenti minerari precedentemente considerati troppo poveri o difficili da sfruttare, il governo ha ampliato le riserve di alcuni minerali chiave, tra cui renio, oro e nichel. La scoperta di un grosso giacimento di zirconio nello Xinjiang ha ulteriormente rafforzato la posizione del Paese, che dipende in gran parte dall’estero per l’approvvigionamento di alcuni di questi minerali.

Controllo statale sugli investimenti minerari

La Cina ha creato nuovi enti per controllare gli investimenti minerari internazionali, tra cui la Guangyan International Investment Company, che opera sotto la direzione della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (NDRC). Questi nuovi corpi intermedi hanno il compito di garantire una maggiore sicurezza degli investimenti cinesi all’estero, in un contesto di tensioni internazionali e di barriere commerciali imposte da Europa, Stati Uniti e Paesi alleati. La strategia globale adottata mira a limitare la competizione tra aziende cinesi all’estero.

Secondo Dan Wang, direttore del desk cinese dell’Eurasian Group, la Cina ha adottato una strategia globale per l’estrazione mineraria coordinata dal governo, limitando il potere decisionale delle singole aziende per favorire l’espansione nel settore. La creazione di due corpi intermedi ha permesso di standardizzare le procedure per negoziare accordi internazionali sul commercio, l’estrazione e la lavorazione dei metalli, al fine di migliorare la supervisione delle operazioni e limitare i rischi per gli investimenti cinesi all’estero.

Scoperte e dati sulle riserve

La rivalutazione, condotta dal Ministero delle Risorse Naturali della Repubblica Popolare, ha portato a un aumento del 200% delle riserve stimate di renio, mentre quelle di oro e nichel sono aumentate rispettivamente dell’equivalente di 50 e 30 giacimenti di grandi dimensioni. Altri minerali, come gallio, indio, tantalio e vanadio, hanno visto un incremento delle riserve. La scoperta di un grosso giacimento di zirconio nello Xinjiang è particolarmente importante, poiché il minerale è utilizzato per creare materiali resistenti al calore impiegati nel settore nucleare e aerospaziale. Tuttavia, la dipendenza dall’estero per il zirconio è ancora molto elevata, con le importazioni che coprono il 97,2% del fabbisogno della Repubblica Popolare. Per quanto riguarda il nichel, la produzione domestica nel 2025 è stata solo lo 0,2% di quella mondiale, mentre la Cina assorbe il 65,4% della domanda globale. Questi dati sottolineano l’importanza delle nuove scoperte e del controllo statale per ridurre la dipendenza esterna.

La strategia globale adottata dalla Cina per l’estrazione mineraria si basa su una coordinazione tra governo e aziende, con l’obiettivo di limitare la competizione tra aziende cinesi all’estero e favorire l’espansione nel settore. Secondo un report del Rhodium Group pubblicato dalla Cnbc, le acquisizioni nel settore minerario da parte cinese hanno raggiunto gli 8,8 miliardi di dollari nella prima parte del 2026, il picco più alto dal 2018. Questi dati testimoniano l’importanza della strategia adottata dalla Cina per rafforzare la sua posizione nel settore dei minerali critici, in un contesto di crescente competizione internazionale e di tensioni commerciali.