Cassazione: appello bis per Impagnatiello, premeditazione al centro del dibattito

Cassazione apre nuovo processo per Impagnatiello, premeditazione e crudeltà al centro del dibattito

Cassazione: appello bis per Impagnatiello, premeditazione al centro del dibattito
Cassazione: appello bis per Impagnatiello, premeditazione al centro del dibattito

La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo per il femminicidio di Giulia Tramontano, con l’obiettivo di riconoscere l’aggravante della premeditazione. L’uomo, ex barman, aveva ucciso la sua compagna, al settimo mese di gravidanza, il 27 maggio 2023, nel loro appartamento di Senago. La sentenza definitiva era arrivata il 25 giugno 2026, confermando la condanna già stabilita nel processo di primo grado. Tuttavia, la Corte d’Assise d’Appello aveva escluso l’aggravante della premeditazione, ritenendo che non vi fossero prove sufficienti per retrodatare il proposito di uccidere Giulia Tramontano rispetto al giorno in cui l’ha accoltellata.

La premeditazione al centro del dibattito

La procura generale della Cassazione ha sottolineato che il caso di Giulia Tramontano rappresenta un “agguato, un omicidio premeditato”, e ha sollecitato l’accoglimento del ricorso per il riconoscimento dell’aggravante. Il sostituto procuratore generale Elisabetta Ceniccola ha evidenziato che la Corte d’Assise d’Appello aveva “svilito il concetto dell’agguato”, non considerando elementi come l’arma scelta e la rimozione del tappeto, valorizzati nella sentenza di primo grado. Secondo i giudici, tra il progetto e il compimento dell’omicidio c’è stato tutto il tempo per riflettere, e Impagnatiello aveva già concluso l’azione che avrebbe portato alla morte della sua compagna.

La procura generale non comprende perché la Corte d’Assise abbia svilito il concetto dell’agguato. La Corte d’Assise aveva ritenuto che l’uso del topicida nei mesi precedenti fosse finalizzato all’aborto spontaneo, non all’omicidio della madre. Questa interpretazione ha portato all’esclusione dell’aggravante della premeditazione, ma la Cassazione ha deciso di riconsiderare la questione.

Le motivazioni della Corte d’Assise d’Appello

Nelle motivazioni della sentenza, la Corte d’Assise d’Appello aveva spiegato che l’uso del topicida nei mesi precedenti aveva lo scopo di causare un aborto spontaneo, dando una “drastica soluzione” al figlio che Giulia Tramontano aspettava. L’uomo, secondo i giudici, lo identificava come “il problema” per la sua carriera e la sua vita. Per la Corte d’Assise d’Appello, lo scopo dell’avvelenamento era “l’aborto del feto” e non l’omicidio della madre. Questa interpretazione ha portato all’esclusione dell’aggravante della premeditazione, ma la Cassazione ha deciso di riconsiderare la questione.

La difesa aveva chiesto di escludere l’aggravante della crudeltà e di riconoscere le attenuanti generiche. Tuttavia, la procura generale ha sottolineato che molti punti della confessione dell’imputato contrastano con gli elementi di fatto acquisiti. La Corte d’Assise d’Appello aveva argomentato con coerenza sull’aggravante della crudeltà, e la Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso della difesa.

Il caso di Giulia Tramontano è uno dei tanti femminicidi che continuano a occupare le pagine di cronaca. Spesso le vittime sono uccise dal loro ex partner o dal compagno, per motivi legati al desiderio di possesso, all’incapacità di accettare una separazione o semplicemente per il fatto di essere donna. Dietro ai numeri dei femminicidi ci sono volti, storie e vite distrutte. La sentenza è attesa in serata, e il dibattito sulla premeditazione e sulla crudeltà continuerà a occupare il centro del processo.