Chi controlla i soldi della sanità?
Chi controlla i soldi della sanità? Un’inchiesta svela il conflitto tra pubblico e privato.
La sanità pubblica in Italia si trova a un bivio: mentre viene ridimensionata per contenere le spese, i servizi essenziali vengono affidati a strutture private, spesso con costi elevati e partite da decine di milioni di euro in sospeso. L’inchiesta di PresaDiretta, in onda su Rai3, ha seguito il caso del Molise, una regione in cui la sanità è ancora commissariata e dove il dibattito sui fondi si fa sempre più acceso. La questione non riguarda solo un territorio, ma rappresenta un paradosso nazionale: chi decide quali cure finanziare e quali servizi tagliare? Chi controlla i soldi?
Un sistema in bilico tra pubblico e privato
Il Molise, pur essendo una regione piccola, è un caso emblematico. Dal 2007 i conti non tornano, gli ospedali pubblici perdono servizi e i cittadini scendono in piazza per difendere il diritto alle cure. Al tempo stesso, strutture private come Neuromed e Responsible Research Hospital offrono prestazioni strategiche, come la radioterapia, che nessun ospedale pubblico del territorio può garantire. Queste strutture, però, operano con risorse pubbliche e fatturano prestazioni che spesso superano i limiti stabiliti dalla Regione. Di questi, 47 milioni e mezzo riguardano proprio Neuromed e Responsible, soprattutto per prestazioni ai pazienti di fuori regione.
La sanità pubblica si ridimensiona, mentre i privati si espandono. Mentre i servizi essenziali vengono spostati verso strutture private, i conti delle istituzioni pubbliche si fanno sempre più pesanti. La questione si complica ulteriormente con il cosiddetto extrabudget, un tema al centro di un lungo braccio di ferro tra strutture private e istituzioni. Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto, a determinate condizioni, il diritto alla remunerazione delle cure salvavita erogate oltre i budget. Ma chi controlla che quelle prestazioni siano appropriate, fatturate correttamente e realmente dovute?
Un rapporto complesso tra potere e sanità privata
Aldo Patriciello, eurodeputato della Lega e coordinatore regionale del partito, è da decenni una figura centrale nella sanità molisana. I suoi tre figli controllano il cuore del gruppo Neuromed. Una lista civica promossa dallo stesso Patriciello ha sostenuto la candidatura del presidente della Regione Francesco Roberti, di Forza Italia. La sua giunta, però, prende decisioni in totale autonomia. «La mia giunta prende le decisioni che dico io. Non è che io sono succube di Patriciello», risponde Roberti alle domande di PresaDiretta. E aggiunge: «Lasciate perdere le chiacchiere del conflitto di interessi, che l’Italia è nata nel conflitto di interesse».
Chi decide quali cure finanziare e quali servizi tagliare? La questione non è solo politica: chi governa davvero la sanità pubblica? Un ospedale che lavora quasi per il cento per cento con risorse pubbliche e gestisce l’unico servizio di radioterapia della regione si trova a fronteggiare una grave crisi finanziaria. PresaDiretta ha incontrato i vertici dell’ospedale per capire le prospettive della struttura e il futuro di cure essenziali per migliaia di pazienti. La situazione, però, non è solo un problema locale: il conflitto tra pubblico e privato si estende a livello nazionale, con implicazioni su come vengono gestiti i fondi sanitari e chi ne ha il controllo.
L’inchiesta “Sanità fuori controllo”, in onda domenica 11 ottobre alle 20.30 su Rai3, cerca di rispondere a queste domande. Tra documenti, interviste e verifiche, PresaDiretta ha seguito un percorso che va ben oltre il Molise, per capire chi controlla i soldi della sanità e come si distribuiscono le risorse in un sistema sempre più in bilico tra pubblico e privato.
