Indagini su Andrea Sempio: 46 giorni per chiarire il caso Chiara Poggi
Indagini su Andrea Sempio: 46 giorni per chiarire il caso Chiara Poggi

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi si muove verso una svolta decisiva. Andrea Sempio, trentottenne indagato per l’omicidio della giovane, si trova al centro di nuove perizie e accertamenti che potrebbero rivelarsi determinanti. Gli ultimi 46 giorni sono cruciali per la Procura di Pavia, che procede a ritmo serrato per chiudere le indagini preliminari entro il 28 settembre. L’obiettivo è chiarire se l’assassino sia stato effettivamente Alberto Stasi o un altro soggetto, come l’amico del fratello della vittima. La scena del crimine, il 13 agosto 2007, torna al centro dell’attenzione con nuove analisi che potrebbero modificare il quadro delle prove.
Analisi della suola a pallini e il DNA
Gli esperti dei pm pavesi torneranno a esaminare la traccia della suola a pallini rilevata sulla scena del crimine, che si ritiene appartenga all’assassino. L’obiettivo è appurare se sia stata lasciata davvero da una scarpa Frau numero 42 e se sia compatibile con il numero di piede di Andrea Sempio. In parallelo, è stato riaperto il capitolo del DNA individuato sui margini ungueali della vittima. Il genetista forense Carlo Previderè è stato incaricato di effettuare ulteriori analisi sul materiale biologico, che appartiene alla linea paterna della famiglia Sempio, secondo quanto emerso dall’incidente probatorio.
Il trentottenne dovrà anche sottoporsi a una consulenza psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi. Per i difensori, il quadro a carico dell’indagato è indiziario e non in grado di scardinare la tesi stabilita dalla Cassazione, che ha emesso un verdetto definitivo nei confronti di Alberto Stasi. Le indagini che parevano dovessero considerarsi chiuse, invece si sono sorprendentemente rivelate incomplete, ha sottolineato l’avvocato Liborio Cataliotti.
Accertamenti supplementari e difesa legale
Gli accertamenti suppletivi voluti dall’aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Valentina De Stefano e Giulia Rizza sono scattati dopo le indagini difensive dei legali di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia. La riscrittura del delitto potrebbe portare a una richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, aprendo la strada a un’istanza di revisione del processo da parte dei legali di Stasi, che non arriverà comunque prima dell’autunno.
La Procura di Pavia procede a ritmo serrato per blindare la propria tesi: a uccidere la giovane non è stato Alberto Stasi, bensì l’amico del fratello della vittima. Che dopo avere commesso il delitto sarebbe fuggito attraverso i campi sul retro di via Pascoli, in direzione di via Canova dove abitava la nonna. Il tempo torna al 13 agosto 2007, ma il ricordo di Chiara Poggi è al centro delle riflessioni.
«Il primo pensiero non può che andare a lei e ai suoi familiari», ha detto Cataliotti, sottolineando l’importanza del caso non solo per la giustizia, ma anche per la memoria di una vittima. La corsa contro il tempo continua, con gli ultimi giorni decisivi per chiudere le indagini e dare risposte a una famiglia in lutto.
