Il legale dei Poggi replica a Nordio: “La sentenza è viziata da una falsa testimonianza”
Il legale dei Poggi risponde al ministro Nordio sul caso Garlasco: la sentenza è viziata da una falsa testimonianza.

Il legale della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, ha risposto al ministro della Giustizia Carlo Nordio sul caso Garlasco, sottolineando che la sentenza iniziale è viziata da una falsa testimonianza. L’interazione, avvenuta al Palazzo di Giustizia di Milano, ha acceso nuove polemiche e dibattiti su come si debba procedere nel processo legale. Tizzoni ha sottolineato che il ministro non ha colto nel segno, soprattutto dove non conosce i dettagli del caso.
La sentenza viziata da una falsa testimonianza
Secondo Tizzoni, la sentenza di Alberto Stasi, condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, è viziata da una falsa testimonianza. L’avvocato ha riferito che in primo grado era stata ritenuta fondamentale una testimonianza che poi è risultata falsa. “Quindi chiederei al ministro è corretto che una sentenza si regga su una falsa testimonianza?” ha chiesto Tizzoni, mettendo in luce un punto cruciale del caso.
La falsa testimonianza ha reso viziata la sentenza.
Il legale ha anche sottolineato che i giudici dell’appello del 2011 avevano espressamente scritto di non voler addivenire alla lettura unitaria degli indizi, un principio sacrosanto che la Cassazione aveva affermato. Da qui la decisione di annullare la sentenza che aveva mandato assolto Stasi.
Andrea Sempio e la sua posizione nel caso
Tizzoni ha anche commentato la situazione di Andrea Sempio, accusato di aver ucciso Chiara Poggi. “Si tratta di una novità assoluta e che crea giustamente sconcerto” tra i cittadini, ha detto il legale, riferendosi al fatto che c’è un condannato in carcere e un indagato per gli stessi fatti a piede libero per una ricostruzione alternativa. “A mio avviso sarebbe stato più cautelare per tutti procedere prima all’analisi della revisione del condannato”, ha aggiunto Tizzoni.
La situazione di Sempio crea sconcerto tra i cittadini.
Secondo l’avvocato, una volta ottenuta la procura, avrebbe potuto e dovuto procedere con le nuove indagini. “O viceversa quando c’è un delitto commesso da un’unica persona che è stato accertato ed è stato ulteriormente confermato anche con il rigetto di due istanze di revisione, con il procedimento alla Cedu vuol dire che quello è il colpevole”, ha concluso Tizzoni.
Per rimediare alle mancanze del primo processo, nel nuovo processo di secondo grado sono state disposte tre perizie e l’audizione di parecchi testimoni. Tizzoni ha spiegato che il procedimento ha durato quasi un anno, dall’aprile al dicembre 2014, in ossequio ai principi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu). “Non condivido le considerazioni del ministro sullo specifico caso di Garlasco e non condividerei mai che si possia o si debba sopprimere il giudizio davanti alla Corte di Cassazione”, ha concluso Tizzoni.
