Filippo Turetta, ergastolo definitivo per l’omicidio di Giulia Cecchettin dopo rinuncia all’appello
Ergastolo definitivo per Filippo Turetta dopo rinuncia all’appello. L’omicidio di Giulia Cecchettin nel 2023.

Il 7 novembre 2025, Filippo Turetta, accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, ha visto definitivamente applicata la pena di ergastolo dopo che la Procura Generale di Venezia ha rinunciato all’appello. Il giovane, già condannato in primo grado, ha deciso di accettare il verdetto e di non proseguire il processo d’appello, dichiarando il proprio pentimento. La famiglia della vittima ha accolto la decisione come coerente e giusta, confermando l’effettiva conclusione del caso.
La sentenza e le aggravanti non riconosciute
La Procura Generale aveva inizialmente inteso richiedere il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà e dello stalking, ma dopo la decisione di Filippo Turetta di rinunciare al ricorso, ha optato per un passo indietro. L’omicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto il 11 novembre 2023, è stato commesso con 75 coltellate, dopo che il giovane aveva convinto l’ex fidanzata ad uscire. Dopo l’omicidio, Turetta aveva fuggito in Germania, dove è stato arrestato.
La confessione di Filippo Turetta ha rivelato dettagli sconvolgenti del momento in cui ha commesso l’omicidio. «Volevo darle un regalo, una scimmietta mostriciattola», ha raccontato, spiegando che aveva con sé un zainetto con altri regali. Giulia Cecchettin, però, aveva rifiutato e aveva espresso disappunto per la sua dipendenza. «Mi ha detto che ero troppo appiccicoso con lei», ha ricordato. La discussione si è scaldato, e Turetta ha reagito con violenza, prendendo un coltello e colpendola ripetutamente.
Le dichiarazioni del giovane e la sua confessione
«L’ultima coltellata che le ho dato era sull’occhio», ha detto, aggiungendo che la vittima era «come se non ci fosse più». Turetta ha anche descritto come si era svolto l’omicidio: «Era rivolta all’insù verso di me. Si proteggeva con le braccia dove la stavo colpendo». La Procura Generale aveva sperato di ottenere il riconoscimento delle aggravanti della premeditazione e dello stalking, ma la decisione di Turetta di rinunciare all’appello ha reso definitiva la sentenza.
La famiglia della vittima ha accolto la decisione come coerente e giusta. I legali della famiglia di Giulia Cecchettin, Nicodemo Gentile, Piero Coluccio e Stefano Tigani, hanno commentato la scelta dell’accusa come «coerente, giusta e pienamente condivisibile». Hanno sottolineato che la rinuncia dell’imputato ha «cristallizzato» la sussistenza dell’aggravante della premeditazione, rendendo definitiva la pena di ergastolo.
La sentenza diventerà definitiva il 14 novembre, quando le parti formalizzeranno le rinunce. La famiglia di Giulia Cecchettin, che aveva espresso dolore e disapprovazione per l’omicidio, ha accolto la decisione come un passo necessario per chiudere un caso drammatico e doloroso.
