Il liceo Tito Livio celebra il 25 novembre con un minuto di rumore per Giulia Cecchettin

Il liceo Tito Livio organizza un minuto di rumore per Giulia Cecchettin in occasione del 25 novembre, dopo un anno di polemiche.

Il liceo Tito Livio celebra il 25 novembre con un minuto di rumore per Giulia Cecchettin
Il liceo Tito Livio celebra il 25 novembre con un minuto di rumore per Giulia Cecchettin

Il liceo Tito Livio di Padova ha deciso di celebrare il 25 novembre con un minuto di rumore, un gesto simbolo di protesta contro la violenza sulle donne. L’evento, che si terrà domani alle 11 nel cortile del liceo, è stato organizzato dagli studenti del Collettivo Tito Livio, in seguito a una richiesta accolta grazie alla mediazione della componente studentesca. Questa iniziativa rappresenta un cambio di rotta rispetto all’anno scorso, quando il preside Luca Piccolo aveva deciso di far osservare un minuto di silenzio per Giulia Cecchettin, la giovane diplomata del liceo classico padovano uccisa da un ex fidanzato.

Un simbolo di protesta contro la violenza di genere

Il minuto di rumore, che prevede l’agitazione di mazzi di chiavi, è un atto di ribellione contro i femminicidi che continuano a segnare l’Italia. A due anni dalla morte di Giulia, i casi di violenza di genere non si sono ridotti, ma anzi si sono moltiplicati, come dimostrano le cronache di recente. Il gesto degli studenti, che si svolgerà proprio nei giorni in cui l’Italia è stata sconvolta dall’uccisione di una 22enne da parte dell’ex fidanzato Filippo Turetta, è un chiaro segnale di protesta e di rifiuto della violenza.

Il rumore non è solo un gesto simbolico, ma una scelta di non tacere di fronte alla violenza. Gli studenti del Tito Livio credono che parlare dei femminicidi sia un dovere, e che il silenzio non sia mai una scelta accettabile. Per loro, il rumore è un modo per alzare la voce, per non voltarsi dall’altra parte, e per ricordare che la violenza non deve essere tollerata.

Un anno di polemiche e un cambio di rotta

Un anno fa, il preside Luca Piccolo aveva deciso di far osservare un minuto di silenzio per Giulia Cecchettin, invitando gli studenti a accendere una candela nelle loro case. L’azione, pur intenzionata a ricordare la giovane, aveva suscitato polemiche e dibattiti, con la componente studentesca che non aveva apprezzato l’approccio tradizionalista. La decisione aveva anche coinvolto esponenti politici locali e nazionali, alimentando un dibattito pubblico su come ricordare le vittime di femminicidio.

Quest’anno, invece, la dirigenza del liceo ha scelto di aprire le porte alle nuove modalità di ricordo. La richiesta degli studenti, che mirava a un simbolo più visibile e partecipativo, è stata accolta, anche se la motivazione principale sembra essere stata quella di evitare nuove polemiche. Gli studenti, però, non si sono limitati a chiedere una concessione: hanno voluto un modo diverso per parlare di violenza, per non tacere di fronte a tragedie che continuano a ripetersi.

La decisione del liceo segna un passo avanti nella lotta contro la violenza sulle donne. Il gesto degli studenti, che si svolgerà in un contesto di forte sensibilità sociale, potrebbe diventare un simbolo di protesta e di speranza per un futuro in cui la violenza non sia più un’abitudine.