Il copilota e il passeggero eroe: la storia del volo FZ1073 Flydubai
Un incidente aereo tra Dubai e Tel Aviv ha visto un passeggero israeliano fermare un copilota che voleva far precipitare l’aereo.
Il volo FZ1073 di Flydubai da Dubai a Tel Aviv ha visto un episodio drammatico e inaspettato: un passeggero israeliano ha fermato un copilota che, secondo le prime ricostruzioni, aveva intenzione di far precipitare l’aereo. L’incidente, avvenuto il 1 ottobre 2026, ha coinvolto 174 passeggeri, in gran parte cittadini israeliani, e ha portato all’atterraggio di emergenza in Arabia Saudita. La versione fornita dallo stato israeliano non è ancora confermata dagli Emirati Arabi Uniti, ma le autorità israeliane hanno dichiarato che l’episodio è un «grave incidente di sicurezza» e che le indagini sono in corso.
Un passeggero eroe e un copilota in fuga
Secondo quanto riferito dall’ufficio del premier israeliano, un passeggero, identificato come Yaniv Hayun, ha agito con coraggio per salvare la vita di tutti. L’uomo, che indossava ancora la camicia sporca di sangue, è entrato nella cabina di pilotaggio e ha visto l’aggressore. «Ti guardo e vedo un leone, un grande eroe», ha detto Netanyahu all’uomo, che ha contribuito a neutralizzare il copilota. Il copilota, identificato come un cittadino dell’Oman, è stato trovato intento a colpire violentemente il pannello di controllo dell’aereo. I passeggeri intervenuti hanno immobilizzato l’aggressore, permettendo ai piloti di Flydubai presenti a bordo di prendere il controllo e di atterrare l’aereo in sicurezza a Tabuk in Arabia Saudita.
Le indagini e le reazioni internazionali
Il pilota responsabile dell’attacco, Smit Machchhar, un cittadino indiano, è ora sotto inchiesta in Arabia Saudita. Il portavoce di Netanyahu, Doron Spielman, ha dichiarato che le autorità israeliane conosceranno l’identità di ogni pilota diretto in Israele e effettueranno controlli di sicurezza. L’incidente ha rafforzato le preoccupazioni sulla sicurezza dell’aviazione globale in una regione segnata da anni di conflitti. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di aver parlato a lungo con Netanyahu dell’incidente, riferendo ai giornalisti che la versione ricevuta da Netanyahu è quella che ha ricevuto.
Le autorità saudite hanno confermato che il copilota è stato interrogato e che le indagini proseguiranno. L’incidente ha anche alimentato i timori per la sicurezza in Israele, a poche settimane dalle elezioni. L’incidente ha messo in luce i legami tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, che hanno normalizzato le relazioni diplomatiche nel 2020. Israele ha fornito agli Emirati sistemi di difesa aerea Iron Dome e personale israeliano per gestirli. L’incidente ha anche sollevato domande su come gestire i controlli sui piloti in arrivo nel Paese.
Un miracolo e una testimonianza
La passeggera Lital Shachaf ha dichiarato a Reuters che l’episodio è stato un «miracolo». «Non pensavamo di farcela, ma grazie a Dio siamo in Israele. Siamo tornati a casa. E siamo felici di vedere tutti qui», ha detto. Il servizio di soccorso israeliano ha riferito che un uomo di 51 anni è stato trasportato in un ospedale israeliano per curare ferite alla parte superiore del corpo; le sue condizioni sono state definite lievi. Il comandante ferito, Smit Machchhar, si trovava a terra, coperto di sangue, quando è riuscito ad azionare il comando di sblocco della porta della cabina di pilotaggio.
Il volo FZ1073 ha effettuato un atterraggio di emergenza a Tabuk in Arabia Saudita e dieci ore dopo è arrivato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv a bordo di un aereo sostitutivo. L’incidente ha messo in luce la complessità della sicurezza aerea e la necessità di controlli più rigorosi, soprattutto in una regione in cui il terrorismo rappresenta un rischio costante. L’episodio ha anche sollevato domande su come gestire i controlli sui piloti in arrivo nel Paese.
