Il dolore della madre di Alberto Stasi e la lunga storia del caso Garlasco
L’avvocato De Rensis racconta il dolore della madre di Stasi e le nuove indagini sul caso Garlasco.

L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, continua a segnare profondamente la vita di chi lo ha conosciuto e di chi lo ha cercato di comprendere. L’avvocato Antonio De Rensis, che assiste Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio, ha raccontato durante un confronto televisivo con Antonino Monteleone i passaggi più dolorosi affrontati dalla famiglia del suo assistito. Tra i tanti aspetti emersi, il dolore della madre di Alberto, Elisabetta Ligabò, ha suscitato particolare sgomento. La donna, che vive da sola, ha perso i due affetti più cari: il marito, Nicola Stasi, morto nel dicembre 2013 a causa di una malattia autoimmune, e il figlio, Alberto, condannato nel 2015 dopo la sentenza definitiva della Cassazione.
“C’è una donna che vive da sola perché ha perso i due affetti più cari”, ha detto De Rensis, riferendosi alle parole che hanno evocato la condizione di Elisabetta. La sua storia, come quella di tanti altri, è un esempio di come un delitto possa lasciare cicatrici che non si cancellano mai.
Una famiglia segnata dal dolore
De Rensis ha sottolineato come il quadro familiare sia stato profondamente alterato da eventi che si intrecciano con la lunga storia giudiziaria del caso. Il marito di Elisabetta è morto dopo anni di malattia, e il figlio, dopo anni di processo, è entrato in carcere. La madre, però, non ha mai smesso di vivere con la memoria del passato.
“Le rilevanti omissioni si sono verificate anche, ma non solo, all’interno dell’abitazione in cui si è consumato questo efferato delitto”, ha sottolineato De Rensis, sottolineando l’importanza di tornare a esaminare le prime indagini sul delitto di Garlasco.
Indagini nuove e interrogativi aperti
Nel corso del confronto, De Rensis ha anche richiamato le nuove questioni emerse sul fronte investigativo. Tra i temi più dibattuti, la villetta di via Pascoli 8, dove Chiara Poggi fu trovata senza vita, ha suscitato nuove domande. Monteleone ha chiesto al legale se, a quasi vent’anni dalla tragedia, quell’abitazione possa custodire risposte che gli accertamenti dell’epoca non sono riusciti a individuare.
De Rensis ha collegato il tema alle dichiarazioni del pubblico ministero Giulia Pezzino, ascoltata nell’inchiesta sulla presunta corruzione di Mario Venditti. Secondo il legale, quelle parole potrebbero aiutare a comprendere le omissioni avvenute nelle prime indagini su Andrea Sempio nel 2016.
Le omissioni nelle prime indagini potrebbero aver lasciato tracce che oggi vengono riscoperte.
Per il legale, il caso non è mai stato chiuso, e le domande attorno al delitto restano aperte. Sul piano personale, De Rensis ha ribadito che Alberto Stasi parla di Chiara Poggi con estrema delicatezza e rispetto. Anche se il figlio è in carcere, il legale ha sottolineato come il rapporto tra lui e la vittima sia stato sempre caratterizzato da un certo rispetto.
La famiglia di Stasi, in particolare Elisabetta Ligabò, vive ancora il peso di un dolore che non si è mai spento.
