Ricercatori europei propongono riforme per migliorare la trasformazione della ricerca in innovazione

Ricercatori presentano proposte per rafforzare la capacità dell’Europa di tradurre la ricerca in innovazione

Il 27 settembre 2026, ricercatori europei hanno presentato su Science proposte per rafforzare la capacità dell’Europa di tradurre la ricerca in innovazione. L’obiettivo è migliorare il trasferimento delle scoperte scientifiche in tecnologie, prodotti e imprese, modificando il modo in cui vengono finanziati e supportati i ricercatori. L’iniziativa, promossa da INPACT!, una rete di oltre 120 ricercatori-innovatori da 20 Paesi, si basa su un’analisi economica dei programmi europei di finanziamento e sottolinea i limiti attuali del sistema. Gli autori sostengono che ostacoli istituzionali e meccanismi di finanziamento non permettono all’eccellenza scientifica di generare pienamente impatto economico e sociale.

Proposte per un percorso più continuo dalla ricerca alla commercializzazione

Una delle principali proposte è l’affidamento all’European Innovation Council (EIC) della governance dei finanziamenti ERC Proof of Concept, creando un percorso più continuo dalla scoperta scientifica allo sviluppo tecnologico e alla commercializzazione. Questo potrebbe ridurre le valutazioni ripetute e semplificare i passaggi tra i programmi, rendendo il sostegno più prevedibile per ricercatori e investitori. Gli autori sottolineano che il sistema attuale è frammentato, con discontinuità amministrative tra i finanziamenti ERC e i programmi EIC.

Un percorso coerente potrebbe permettere alle idee promettenti di passare dalla ricerca fondamentale a tecnologie e imprese capaci di generare impatto.

Riforme per sostenere l’innovazione ad alto rischio

I ricercatori propongono inoltre di riallocare risorse verso l’innovazione radicale e di attribuire ai responsabili di programma indipendenti una maggiore autorità nel guidare i progetti promettenti. I finanziamenti annuali complessivi per i programmi EIC Pathfinder e Transition ammontano attualmente a circa 500 milioni di euro, ma la loro capacità di gestione rimane limitata rispetto alle agenzie per la ricerca avanzata degli Stati Uniti. Gli autori sostengono che le candidature ai finanziamenti europei dovrebbero essere più brevi e valutate direttamente sulla sostanza dell’idea e sul suo potenziale utilizzo.

Le agenzie nazionali di finanziamento dovrebbero assumere impegni pluriennali per sostenere i progetti eccellenti che superano con successo la valutazione europea ma non possono essere finanziati con il budget UE disponibile. L’approccio del Seal of Excellence potrebbe essere esteso per supportare meglio i ricercatori. Inoltre, le università e gli uffici di trasferimento tecnologico devono creare condizioni in cui i ricercatori possano dedicarsi all’innovazione senza dover scegliere tra carriera accademica e imprenditorialità.

Un sistema più coerente per collegare ricerca, innovazione e imprenditorialità

Il Policy Forum raccomanda un maggiore riconoscimento dell’imprenditorialità nelle carriere accademiche, una migliore gestione della proprietà intellettuale e percorsi più chiari verso brevetti, partnership industriali e spin-off. Gli autori sottolineano che queste riforme non risolverebbero da sole i vincoli legati al venture capital, alla regolamentazione e alla crescita delle imprese, ma un sistema più coerente potrebbe aiutare l’Europa a generare maggiore valore economico e sociale a partire dalla propria base di ricerca. “Per trasformare un maggior numero di scoperte scientifiche in nuove tecnologie, prodotti e servizi che raggiungano il mercato, sarebbe utile disporre in istituzioni di un percorso più chiaro, con passaggi ben definiti, tempistiche prevedibili e procedure semplificate”, afferma Amanda Silva Brun, direttrice di ricerca presso il CNRS e una delle autrici principali del Policy Forum.