Scontrini collegati al Pos: 11,8 miliardi di imponibile emersi in otto mesi

Scontrini collegati al Pos: 11,8 miliardi di imponibile emersi in otto mesi

Tra gennaio e agosto 2026, il numero degli scontrini collegati al Pos ha registrato un incremento di circa 220 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, portando a un imponibile complessivo di 11,8 miliardi di euro. L’obbligo di collegamento tra registratori di cassa e Pos ha reso visibili dati in crescita, con un effetto particolarmente rilevante nei mesi estivi. L’estate ha portato quasi 60 milioni di scontrini in più e un imponibile aggiuntivo di 2,7 miliardi. Questi numeri emergono da un articolo del quotidiano della Confindustria, pubblicato il 27 settembre 2026.

Un aumento significativo del numero di scontrini

Secondo quanto riferisce il quotidiano della Confindustria, l’obbligo di collegamento tra registratori di cassa e Pos, entrato in vigore quest’anno e operativo da marzo, ha reso visibili un incremento di circa 220 milioni di scontrini. L’effetto si è concentrato soprattutto nei mesi di luglio e agosto, con un aumento di quasi 60 milioni di scontrini e un imponibile aggiuntivo di 2,7 miliardi. Il totale dell’imponibile emerso dagli scontrini collegati al Pos arriva a 11,8 miliardi di euro. Il Sole 24 Ore ha sottolineato che i numeri devono essere distinti in base al versante. Il più immediato riguarda l’Iva, con un calcolo che, nell’ipotesi di un’aliquota media al 18%, porterebbe a un incremento di circa 2,1 miliardi. Questi dati rappresentano un ulteriore strumento per il fisco italiano per monitorare l’imponibile.

Il fisco italiano e i contribuenti

Il fisco italiano tiene conto di contribuenti che pagano l’imposta mensilmente o trimestralmente, o anche quelli che non la pagano affatto, come i forfettari. Inoltre, lo Stato incassa solo se il saldo tra imposta a debito e a credito a carico del negoziante è a suo favore. Questo significa che non tutti gli scontrini emersi si traducono in un incremento effettivo delle entrate fiscali.

Il governo, che ha spinto per dare spazio al libero contante, ha visto come l’obbligo di collegamento al Pos abbia reso visibili numeri in crescita. Tuttavia, il quotidiano della Confindustria ha anche sottolineato che non è tutto oro quel che luccica. Gli 11,8 miliardi emersi dagli scontrini non significano automaticamente un aumento del gettito. Questi dati, resi pubblici il 27 settembre 2026, rappresentano un ulteriore strumento per il fisco italiano per monitorare l’imponibile e migliorare la raccolta delle entrate. L’obbligo di collegamento tra registratori di cassa e Pos ha dimostrato la sua utilità, anche se i numeri devono essere interpretati con attenzione per evitare errori di valutazione.