Accessibilità e diritti per le persone sorde: la legge esiste, ma i servizi no

In Italia, la Legge 69/2021 riconosce la Lingua dei Segni, ma il 17% delle scuole non ha segnalazioni visive. La Wfd chiede accessibilità reale.

Nella Settimana internazionale delle persone sorde, celebrata a 75 anni dalla fondazione della World federation of the deaf a Roma, si evidenzia un contrasto tra il riconoscimento giuridico della Lingua dei Segni (Lis) e la mancanza di accessibilità concreta. La Legge 69 del 2021 ha introdotto il riconoscimento della Lis e della List (Lingua dei Segni Italiana Tattile), ma il 17% delle scuole italiane non dispone di segnalazioni visive, ostacolando la partecipazione piena delle persone sorde.

Barriere concrete e diritti umani

La sordità non riguarda solo la capacità di sentire, ma implica anche una cultura, un’identità e un’identificazione con un modo di vivere diverso. Per le persone sorde, l’accessibilità non è solo la presenza di un interprete, ma la possibilità di interagire con il mondo attraverso strumenti e spazi adeguati. La World federation of the deaf (Wfd) sottolinea che l’accessibilità deve passare attraverso le lingue dei segni nazionali, inclusa la Lis, e la loro utilizzazione in contesti come l’istruzione, l’informazione e la vita culturale. Non è soltanto una traduzione di lingua dei segni, ma anche una performance per trasmettere l’emozione. Orefice spiega come una canzone non possa essere semplicemente tradotta parola per parola, ma debba essere accompagnata da una performance che trasmetta l’emozione. Questo aspetto è particolarmente complesso e richiede una formazione specifica degli interpreti.

Un’esperienza di inclusione in musica

Un esempio concreto di accessibilità è stato il concerto del cantautore abruzzese Fiorindo Tittaferrante, accompagnato da interpreti di Lis, Nunzia Orefice e Annarita Giancristofaro, tenutosi alla Camera dei deputati il 24 settembre. L’evento ha dimostrato come la cultura possa raggiungere le persone sorde quando si dispongono degli strumenti necessari. “La cultura può arrivare anche alla persona sorda quando ha gli strumenti adeguati per poter recepire anche le emozioni”, ha concluso Orefice, evidenziando l’importanza di un accesso reale e non simbolico.

Per Orefice, l’esperienza ha rappresentato un momento significativo, soprattutto per le canzoni dedicate alla violenza sulle donne e al terremoto dell’Aquila. L’evento ha dimostrato come l’accessibilità non riguardi solo la traduzione, ma anche la capacità di trasmettere emozioni e significati. Le istituzioni dovrebbero rendere l’inclusione reale con dimostrazione di fatti reali. Orefice ha sottolineato come non basti destinare risorse se non si verifica se quei finanziamenti producono servizi concretamente utilizzabili che servono ad abbattere le barriere. La richiesta di accessibilità reale diventa sempre più urgente, soprattutto con i numeri dell’Oms che prevedono un aumento del 700 milioni di persone con perdita uditiva disabilitante entro il 2050.

La Wfd ricorda che l’accessibilità per le persone sorde è un diritto umano e che il riconoscimento formale deve tradursi in accessibilità concreta. Con la Legge 69/2021, si è fatto un passo avanti, ma il lavoro per rendere effettiva l’inclusione non è ancora completato.