Piano UE contro il cancro, la politica si divide sull’alcol: «Fa male»
La politica europea si divide sull’inclusione dell’alcol nel Piano Ue contro il cancro, con esperti che chiedono misure più precise.
Il Piano europeo contro il cancro, che sarà votato nella commissione Sanità pubblica dell’Europarlamento lunedì, include l’alcol tra i fattori di rischio principali, insieme al tabacco, all’obesità e all’inquinamento ambientale. La discussione ha suscitato divisioni tra i gruppi politici, con esperti come Fernando Bozza e Giacomo Germani che hanno espresso opinioni contrastanti. L’alcol, a detta di alcuni, è un fattore di rischio significativo, mentre altri sostengono la necessità di distinguere tra consumo responsabile e nocivo.
La politica si divide sull’alcol
La dem Moretti ha proposto misure come il divieto di pubblicità e sponsorizzazione di alcolici in contesti accessibili ai minori, in particolare negli eventi sportivi, nonché il divieto di pubblicità per bevande analcoliche di marchi che si concentrano sull’alcol. Al contrario, alcuni gruppi politici, tra cui il meloniano Pietro Fiocchi, hanno sottolineato la necessità di distinguere tra consumo “responsabile” e “nocivo” e di evitare misure generalizzate. «Colpire tabacco e vino è un errore», ha affermato Fiocchi, sottolineando i rischi di commerci illegali e comportamenti sbagliati. Un altro suggerimento di Fiocchi è di esprimere non «rammarico», bensì un semplice «riconoscimento», del fatto che finora non è stato mantenuto l’impegno legislativo sulle etichette. La proposta include inoltre una strategia europea di consumo zero per i minori, con l’obiettivo di ridurre e prevenire i danni correlati all’alcol.
La prevenzione è la strategia più efficiente
Secondo la bozza del piano, la prevenzione rappresenta la strategia più efficiente per combattere il cancro, con il 40% dei casi potenzialmente prevenibili limitando i fattori di rischio, tra cui l’alcol. L’Organizzazione mondiale della sanità e l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro hanno confermato che l’alcol è un cancerogeno di gruppo 1, senza quantità sicure di consumo. La proposta include un riconoscimento dei limitati progressi nell’inserimento obbligatorio di informazioni sanitarie sulle etichette, con richieste di progetti legislativi urgenti.
La discussione ha visto l’emergere di diverse proposte, tra cui l’idea di una strategia europea di consumo zero per i minori. I documenti in discussione, disponibili da ieri, comprendono 14 pagine della relazione e 720 emendamenti presentati da diverse forze politiche. L’alcol è stato riconosciuto come responsabile di 3 decessi su 10 attribuibili al cancro. La situazione rimane in fase di dibattito, con la prossima votazione che potrebbe portare a decisioni significative. Gli esperti, come Bozza e Germani, hanno sottolineato l’importanza di un approccio scientifico e basato su dati, ma la politica continua a mostrare divisioni su come affrontare il tema dell’alcol nel contesto più ampio della lotta al cancro.
La prevenzione è la strategia più efficiente per combattere il cancro.
La politica europea si divide sull’inclusione dell’alcol nel Piano UE.
