Cina invia 1.300 carichi di componenti per droni e missili all’Iran. Costa e Pezeshkian si incontrano all’ONU
Cina invia 1.300 carichi di componenti per droni e missili all’Iran. Costa e Pezeshkian si incontrano all’Onu
La Cina ha inviato all’Iran 1.300 carichi di componenti per droni e missili, secondo un report del Wall Street Journal. L’informazione è emersa in un contesto di tensioni regionali e di sforzi diplomatici per ripristinare la pace nel Golfo. Intanto, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’ONU, durante l’81esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’incontro ha visto il presidente europeo sottolineare l’importanza del dialogo per risolvere i conflitti e garantire la pace nella regione.
Un aumento dei flussi militari tra Cina e Iran
Secondo il Wall Street Journal, la Cina ha fornito all’Iran circa 1.300 spedizioni aeree contenenti componenti per droni e missili. Questo aumento dei flussi di materiale militare segue un trend rilevante nel corso dell’anno, che ha visto un incremento significativo dei voli cargo dalla Cina all’Iran. L’informazione è arrivata in un momento in cui l’Iran ha concordato un cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo mesi di conflitti nel Golfo. I funzionari iraniani non hanno commentato la notizia, ma la Cina ha continuato a supportare l’Iran nonostante le sanzioni statunitensi.
La Cina ha rafforzato il supporto all’Iran nonostante le sanzioni internazionali.
Intanto, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha condannato gli attacchi alla navigazione nel Mar Rosso e ha chiesto la fine degli attacchi russi all’esportazione del grano ucraino verso l’Africa. L’Italia, insieme all’Unione europea, ha espresso preoccupazione per la situazione nel Golfo e ha sostenuto la necessità di un dialogo tra le parti per evitare ulteriori escalation.
Le tensioni interne e le accuse di collaborazione con gli Stati Uniti
Intanto, i parlamentari iraniani hanno presentato una mozione di impeachment contro il ministro degli Esteri Abbas Araghchi per i colloqui con funzionari americani. Secondo quanto riferito da fonti iraniane, Araghchi non era autorizzato a condurre negoziati con funzionari USA e i contatti si sarebbero svolti al di fuori del quadro delle politiche della Repubblica islamica. La mozione è stata registrata e sarà portata avanti dal parlamento. L’Iran, inoltre, ha registrato la morte di un comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, il generale di brigata Hossein Zarifi, durante un’operazione nella provincia del Sistan-Beluchistan.
La politica estera iraniana è sotto pressione interna per le relazioni con gli Stati Uniti.
La Cina, attraverso i suoi flussi di materiale militare, continua a supportare l’Iran nonostante le sanzioni internazionali. Questo scenario ha suscitato preoccupazioni in Occidente, che vede un aumento delle tensioni regionali e un rischio di escalation. L’ONU, attraverso l’incontro tra Costa e Pezeshkian, ha cercato di aprire un dialogo per trovare una soluzione pacifica al conflitto. La situazione rimane complessa e le prossime mosse potrebbero influenzare la stabilità del Golfo e della regione.
