Incendio a Artena in occasione del ricordo di Willy Monteiro
Incendio a un ristorante a Artena vicino al ricordo di Willy Monteiro, in seguito a un episodio di violenza.

Nella notte tra domenica e lunedì, a Artena, è stato tentato un incendio al ristorante del terzo fratello Bianchi, in un momento che ricorda il ricordo di Willy Monteiro Duarte, morto a Colleferro sei anni fa. L’episodio, avvenuto alle tre del mattino, ha suscitato preoccupazioni e indagini, con i carabinieri che hanno preso il caso in mano. L’attentato, che ha interessato un locale chiuso, ha visto un uomo incappucciato versare un liquido infiammabile sulla saracinesca e appiccare il fuoco. Le fiamme si sono spente rapidamente, limitando i danni a una fioriera esterna dell’ex “Nai Bistrot”, ora “Da Ale”. Nonostante l’evento, non ci sono elementi accertati che lo collegino direttamente all’omicidio di Willy, ma la vicinanza temporale ha suscitato attenzione.
Un passato di violenza e condanne definitive
Willy Monteiro Duarte, 21 anni, era un giovane mite e socievole, che si è trovato coinvolto in una lite e ha perso la vita a causa di un pestaggio violento nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020. I due fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, sono stati condannati a ergastolo e a 23 anni, mentre Francesco Belleggia e Mario Pincarelli hanno ricevuto rispettivamente 23 e 21 anni di carcere. La responsabilità penale dei due fratelli era già stata definitivamente accertata. Anche il fratello Alessandro Bianchi, che aveva ricevuto intercettazioni che lo mettevano in contatto con la vicenda, si è distaccato nel tempo, nonostante fosse stato coinvolto in episodi di violenza.
La comunità di Paliano e Colleferro ha ricordato Willy in occasione del sesto anniversario della sua morte, con cerimonie e momenti di raccoglimento. A Paliano, la comunità si è riunita in Largo Aldo Moro, mentre a Colleferro si è svolto un momento di preghiera in piazza Willy Monteiro Duarte. I due fratelli Bianchi, noti per la loro vicinanza a ambienti di estrema destra e per la loro ostentata ricchezza, avevano una reputazione di intimidazione e violenza. Erano campioni di MMA e avevano precedenti per lesioni, risse e spaccio. La loro attività, chiamata “la banda di Artena”, ha suscitato timore e silenzio nella zona.
Il tentativo d’incendio potrebbe essere un segno di ritorsione.
Il tentativo d’incendio al ristorante del terzo fratello Bianchi, che nel 2020 aveva espresso dubbi sull’omicidio, potrebbe essere un segno di ritorsione. I carabinieri stanno indagando per individuare l’autore e il movente del gesto, analizzando anche le eventuali telecamere di videosorveglianza. Nonostante l’attenzione, al momento non esistono elementi che collegino l’episodio all’omicidio di Willy, ma l’intento intimidatorio è chiaro. La famiglia di Willy, Lucia Maria e Armando, non ha mai scelto la vendetta, ma l’evento di Artena potrebbe essere un segno di una reazione non prevista.
Un passato di guai e un presente di tensioni
Il fratello Alessandro Bianchi, che aveva ricevuto intercettazioni che lo mettevano in relazione con la vicenda di Willy, ha liquidato l’incendio con poche parole, dicendo che si trattava di “qualche ragazzino”. Tuttavia, il 6 ottobre 2022, ha avuto guai con la giustizia per un incidente stradale a Velletri, dove ha travolto i cartelli della segnaletica e ha subito un contatto. I carabinieri hanno disposto un test per stupefacenti, che è risultato positivo, portando a una denuncia per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e ritiro della patente. L’episodio ha messo in luce un’immagine di comportamenti non sempre controllati, che potrebbero influenzare anche il presente.
Le indagini proseguono per chiarire i motivi dell’incendio e per comprendere se ci sia un legame con il passato. I carabinieri di Artena e Colleferro stanno analizzando le prove e cercando di identificare l’autore, mentre la comunità attende risposte. L’episodio, avvenuto in un momento di ricordo, ha suscitato emozioni e preoccupazioni, ma per ora non ci sono elementi che permettano di collegare l’evento all’omicidio di Willy Monteiro. La vicinanza temporale, però, ha reso l’incendio un simbolo di tensioni non risolte.
