Filippo Turetta aggredito in carcere da detenuto accusato di omicidio

Filippo Turetta, condannato all’ergastolo per l’uccisione di Giulia Cecchettin, è stato aggredito in carcere da un detenuto.

Filippo Turetta aggredito in carcere da detenuto accusato di omicidio
Filippo Turetta aggredito in carcere da detenuto accusato di omicidio

Filippo Turetta, condannato all’ergastolo per l’uccisione di Giulia Cecchettin, è stato aggredito in carcere da un detenuto di 55 anni accusato di omicidio. L’episodio, avvenuto nel carcere di Verona, ha suscitato preoccupazione tra la famiglia della vittima, che ha espresso disapprovazione per la violenza. Turetta, estradato in Italia il 25 novembre 2024, si trova attualmente in carcere dopo la condanna definitiva del 3 dicembre 2024. L’aggressione, avvenuta durante un momento di tensione, ha messo in luce i rischi di una prigione in cui la violenza può emergere anche tra detenuti con passati criminali.

La relazione e la crisi

Filippo Turetta e Giulia Cecchettin si erano conosciuti durante gli studi all’Università di Padova, dove avevano avuto una relazione sentimentale per circa un anno. La storia si era conclusa nell’agosto 2023, ma i due avevano deciso di rimanere in contatto. Nell’autunno dello stesso anno, però, Turetta aveva iniziato a mostrare un’ossessività morbosa nei confronti della ragazza, confidandole di non riuscire a vivere senza di lei e parlando di suicidio. I due avevano ripreso a uscire, ma Giulia aveva iniziato a temere per la sua sicurezza, inviando messaggi alle sue amiche per avvertirle del rischio.

La scomparsa e la ricerca

Il 11 novembre 2023, Giulia aveva inviato l’ultima versione della sua tesi di laurea alla relatrice e aveva lasciato casa per incontrare Turetta al centro commerciale Nave de Vero, intorno alle 18, per comprare un paio di scarpe per la proclamazione. I due erano stati visti da alcune commesse, avevano cenato al McDonald’s e Giulia aveva pagato per entrambi. Dopo aver scambiato alcuni messaggi con la sorella Elena, Giulia era salita in macchina e aveva ripreso il viaggio verso casa con Turetta. Ma non è mai arrivata a destinazione.

Il padre di Giulia, Gino Cecchettin, aveva denunciato la scomparsa della figlia il 12 novembre 2023, iniziando una ricerca che si sarebbe estesa in tutta la regione e oltre i confini. Le testimonianze, i video e le ricerche avevano portato alla caccia a Turetta, che era stato ritrovato il 18 novembre 2023 in un bosco vicino al lago di Barcis, con il corpo ricoperto da sacchi di plastica neri. La polizia tedesca aveva arrestato Turetta in Germania, mentre era fermo con i fanali spenti, nella corsia d’emergenza dell’autostrada, a causa di un problema di benzina.

La famiglia ha espresso disapprovazione per l’aggressione subita da Turetta in carcere. Gino Cecchettin ha dichiarato: «Non sono felice, la violenza non è la risposta». La situazione ha sollevato dibattiti su come gestire la violenza in carcere e sulle condizioni di detenzione di un uomo condannato per un omicidio. Mentre Turetta continua a scontare la sua pena, la famiglia di Giulia si prepara a affrontare un futuro senza la sua presenza, con il dolore che rimane un ricordo indelebile.

La condanna a ergastolo è stata emessa il 3 dicembre 2024. Turetta, estradato in Italia il 25 novembre 2024, è stato trasferito nel carcere di Verona, dove si trova tutt’oggi. Il processo d’Appello, in corso a novembre, ha visto Turetta cercare di evitare la pena massima. La famiglia della vittima, attraverso Gino Cecchettin, ha espresso disapprovazione per l’aggressione subita da Turetta in carcere, sottolineando che la violenza non è una risposta accettabile.