Il tempo è il protagonista delle storie e della vita

Vinicio Marchioni parla del tempo come protagonista delle storie e della vita, ricevendo il premio Hystrio per Riccardo III.

Il tempo è il protagonista delle storie e della vita

Vinicio Marchioni, attore, regista e scrittore, ha espresso la sua visione del tempo come elemento centrale nella vita e nel teatro. «Il protagonista è sempre il tempo sia nelle storie che nella vita», ha dichiarato durante un’intervista. Questa frase, che sintetizza la sua filosofia, è stata sottolineata durante la consegna del premio Hystrio per l’interpretazione del ruolo di Riccardo III, assegnato a Milano in chiusura del festival ideato da Claudia Cannella.

Un ruolo di una vita e un premio dopo quasi 30 anni

Il premio Hystrio, che Marchioni riceve per la sua interpretazione di Riccardo III, rappresenta un riconoscimento significativo dopo quasi 30 anni di attività teatrale. «Dopo quasi 30 anni (mai saltata una stagione dal 1998) Hystrio è il primo premio che ricevo per il teatro», ha spiegato. Il ruolo di Riccardo III, descritto come «il ruolo di una vita per qualunque attore», ha richiesto un impegno fisico e emotivo intenso.

Le cronache e l’anatomia di Riccardo III
Marchioni ha anche commentato le descrizioni di Riccardo III come «cavaliere e guerriero», sottolineando come le analisi del suo scheletro mostrino solo una scoliosi. «Le cronache parlano di Riccardo come di un cavaliere e un guerriero, mentre analisi del suo scheletro mostrano solo una scoliosi. Ma, tolta la gobba: dove è il Male? Lucifero, che ne è l’incarnazione, è il più bello tra gli angeli», ha detto, rivelando come il Male sia interno e non fisico.

Sette vite e incidenti di percorso
Nel libro che sta per uscire, Marchioni parla delle sette vite che ha vissuto attraverso il teatro. «Quelle che ogni attore, anzi il suo corpo, percorre attraverso i suoi personaggi», ha spiegato. Tra i momenti difficili, ha citato un incidente durante un set in cui si è fratturato la sinfisi pubica e una malattia che, pur amplificata dai media, era benigna. «Anche di lei parlo nel libro. Direi che tutto capita non per caso. Bisogna risalire a un prof di italiano che al liceo mi fece scoprire i libri e la parola», ha ricordato, riferendosi al suo passato come studente.

Le persone che incontri aprono finestre

Marchioni ha sottolineato come le persone che incontra nel corso della sua vita siano state fondamentali per il suo percorso. «Sempre finestre che si aprono attraverso le persone che incontri: Giuseppe Marini che mi fu insegnante di recitazione e mi diede i primi ruoli, Ronconi e i corsi al suo Centro Santa Cristina, fino ad Antonio Latella», ha detto. Anche il pizzaiolo da cui ha lavorato da ragazzo ha avuto un ruolo significativo.

La vita e il ruolo di padre

Ora che ha superato i 50 anni, Marchioni ha riflettuto sulla sua vita e sul ruolo di padre. «Il segreto è invecchiare presto. D’altronde, dopo 30 anni di mestiere, ho capito che è sempre il tempo il protagonista: delle storie che recitiamo come della vita che abbiamo vissuto. Da riconquistare sempre, facendo pulizia dei personaggi che sei stato», ha concluso. La vita, per lui, è anche il lavoro più complicato e criticato: «Fare il papà, il lavoro più complicato e criticato del mondo. Non devi mai dimenticarti come erai tu alla loro età». La popolarità di Marchioni è arrivata con la televisione, in particolare con la serie «Romanzo criminale». «18 anni fa. Mi impressiona parlare con gli amici dei miei figli e scoprire che lo conoscono, che il mio Freddo è nell’immaginario di più generazioni», ha detto, riferendosi al personaggio che ha reso famoso.