Veronica Panarello, la perizia: “Fragile e manipolatrice”

La perizia psichiatrica di Veronica Panarello descrive una donna fragile e manipolatrice, capace di intendere e volere.

Veronica Panarello, la perizia:
Veronica Panarello, la perizia: “Fragile e manipolatrice”

Veronica Panarello, condannata a 30 anni per l’omicidio del figlio Loris Stival, è stata descritta nella perizia psichiatrica come una donna “fragile e manipolatrice”, capace di intendere e di volere. I due periti incaricati di valutare lo stato mentale dell’imputata hanno escluso disturbi mentali rilevanti clinicamente, confermando la sua capacità di comprendere oggetto e contenuto delle imputazioni, nonché di argomentare circa le accuse che le sono mosse. La donna è stata giudicata idonea a partecipare al processo, con un comportamento attento e collaborativo durante i colloqui.

Capace di intendere e volere

Secondo i periti, Veronica Panarello non ha sofferto di scompensi psicotici il giorno del delitto e non ha mostrato tendenze alla falsificazione psicotica. Durante i colloqui, la donna ha dimostrato buona memoria a breve e lungo termine, con attenzione spontanea e provocata che non ha subito momenti di cedimento. La sua capacità di rivisitare criticamente gli avvenimenti prima, durante e dopo l’evento omicidiario è stata riconosciuta, confermando la sua piena capacità di intendere e volere.

Un comportamento “fuori luogo”

Nel racconto della donna, i periti hanno notato un comportamento “fuori luogo” rispetto al contesto. Durante un colloquio, Veronica ha catturato l’attenzione dei consulenti con l’osservazione delle scarpe, un dettaglio che i periti hanno ritenuto inopportuno. Inoltre, la donna ha riferito di aver ceduto alla relazione con Andrea Stival, sentendosi incompresa dal marito e compresa dal suocero. Queste dichiarazioni, sebbene non siano state considerate come prove di colpevolezza, hanno suscitato interesse per la sua psicologia.

Il bambino Loris Stival è stato descritto come vivace ma introverso, sempre serenissimo e educato. Secondo le testimonianze, il ragazzo non si sarebbe mai allontanato con sconosciuti. Il delitto è avvenuto in un luogo diverso da quello in cui il corpo è stato trovato, senza che il bambino avesse opposto resistenza o mostrasse segni di difesa. Questi elementi hanno contribuito a delineare un quadro di fatto che ha portato all’arresto di Veronica Panarello.

La donna si dipinge complice debole per paura

Dopo l’omicidio, la donna è stata accusata di non aver risparmiato insulti ai figli, secondo le testimonianze. Tuttavia, ha dimostrato attenzione alle ricostruzioni, alle interviste e alla televisione. A distanza di mesi dal delitto, nel 2015, Veronica ha preso in mano i verbali e ha contestato le accuse, tirando in ballo prima persone esterne alla famiglia e poi insinuando il coinvolgimento di figure vicine. Ha anche scritto al presidente Mattarella chiedendogli di intervenire, sostenendo che “è più facile incolpare il più debole piuttosto che cercare il colpevole”.

La perizia psichiatrica ha rilevato una tendenza della donna a manipolare la realtà attraverso meccanismi consci istrionici e onnipotenti, con il fine di fare fronte alle esigenze adattative. I periti hanno confermato le conclusioni dei tre esperti del Tribunale dei minori, che hanno rilevato un “sé fragile e immaturo” e una “notevole difficoltà ad esprimere e ad integrare il proprio sentire emotivo nella sua identità psichica”. Nonostante ciò, Veronica Panarello è stata riconosciuta capace di intendere e volere, con un comportamento attento e collaborativo durante i colloqui.

Un profilo psichico complesso

I periti hanno evidenziato una personalità “fragile e immatura”, con una notevole difficoltà a integrare il sentire emotivo nella sua identità psichica. La donna ha mostrato una tendenza a manipolare la realtà attraverso meccanismi consci, con il fine di adattarsi alle situazioni difficili. Nonostante queste caratteristiche, la sua capacità di intendere e volere è stata confermata, con un comportamento attento e collaborativo durante i colloqui.

La perizia psichiatrica ha concluso che Veronica Panarello non ha sofferto di patologie psichiatriche rilevanti e non ha mostrato vizi mentali. Tuttavia, il suo profilo psichico è stato descritto come complesso, con una personalità fragile e una tendenza a manipolare la realtà per adattarsi alle situazioni difficili.