Roberta Ragusa, il diario segreto rivela un dolore antico e una relazione coniugale tormentata
Un diario segreto di Roberta Ragusa rivela un dolore antico e una relazione coniugale tormentata.

Un diario segreto ritrovato ha svelato un dolore antico e una relazione coniugale tormentata per Roberta Ragusa, la donna scomparsa nel 2012 e uccisa dal marito Antonio Logli. Le pagine, scritte a mano nel 1995, raccontano una condizione di sofferenza e abbandono, con un marito che non sembra ricordare nulla, neanche i momenti più importanti della loro vita. La donna, in un momento di estrema vulnerabilità, scrive: “Ho perso un figlio e Antonio non mi dice neanche ciao”. Queste parole, emerse da un settimanale, hanno riacceso il dibattito su una storia che ha segnato la vita di due persone, una delle quali è ora in carcere.
Un dolore che non si è mai spento
Il diario, scritto quando Roberta Ragusa era al quinto mese di gravidanza, racconta la perdita di un figlio, un evento che ha segnato la sua vita. “Me l’hanno dovuto ammazzare”, scrive, esprimendo un senso di colpa e dolore profondo. La donna si sente sola e abbandonata, con un marito che non sembra comprendere il suo dolore. “Il mio dolore sia fisico che interiore è stato atroce, non lo scorderò mai. Antonio perché non mi parla neanche?” chiede, con un tono di disperazione. Queste frasi, che risalgono a quasi trent’anni fa, mostrano una sofferenza che non si è mai interrotta.
La donna si colpevolizza per il suo dolore, temendo di infastidire chi la circonda, specialmente il marito.
Una relazione coniugale in crisi
Le pagine del diario rivelano una relazione coniugale in crisi, con un marito che sembra non ricordare i momenti più importanti della loro vita. “Non ti ricordi mai nulla, non un fiore, neanche quando è nato il primo figlio”, scrive Roberta, accusando Antonio di freddezza e mancanza di attenzione. Queste accuse, già emerse in precedenti testimonianze, sono confermate da nuovi passi del diario. La donna, che ha avuto due figli, Daniele e Alessia, ha vissuto una gioia che è stata seguita da sofferenze, con il marito che ha avuto una relazione clandestina con Sara Calzolaio, diventata poi sua compagna ufficiale.
La situazione si è aggravata nel tempo, con Antonio Logli che, dopo la condanna definitiva per omicidio volontario e distruzione di cadavere, continua a sostenere la sua innocenza.
Dall’interno del carcere di Massa, l’uomo ha lanciato appelli a Roberta Ragusa, affermando di volerle bene e di sperare che torni a casa. “È la madre dei miei figli”, ha scritto, cercando di riconciliare una storia che sembra non avere fine.
Antonio Logli, in carcere, sta preparando un libro sulla sua vita, che dovrebbe uscire prima dell’estate. Secondo la criminologa Anna Vagli, il libro potrebbe includere riferimenti al diario di Roberta Ragusa, offrendo una nuova testimonianza della sua vita e della sua relazione coniugale. La donna, però, non è mai stata ritrovata, e la sua scomparsa rimane un mistero. La sua storia, però, continua a essere al centro di dibattiti e discussioni, con nuovi elementi che emergono ogni volta.
La vicenda di Roberta Ragusa e Antonio Logli rappresenta un caso unico, in cui dolore, sofferenza e relazione coniugale si intrecciano in un modo che non ha mai smesso di suscitare empatia e interesse. Il diario, ritrovato dopo anni, ha riacceso il dibattito su una storia che ha segnato la vita di due persone, una delle quali è ora in carcere. La sua storia, però, non è finita, e il dibattito non si ferma.
