Alunna maturanda contesta voto di matematica, giudice convoca docente universitario per verifica
Alunna maturanda contesta voto di matematica, giudice convoca docente universitario per verifica
Una studentessa ha contestato il voto ottenuto nella prova di matematica durante l’esame di maturità, decidendo di presentare un ricorso davanti al tribunale amministrativo. Il giudice ha disposto una verifica tecnica e ha affidato l’incarico a un docente universitario del Dipartimento di Matematica e Applicazione dell’Università degli Studi di Napoli. L’alunna, maturanda nell’anno scolastico 2022/2023, ha ritenuto che il punteggio assegnato non fosse coerente con quelli attribuiti a compiti svolti in modo meno corretto. Il caso è in corso e l’esito dipenderà dall’analisi del docente universitario.
La contestazione del voto e il ricorso
Dopo aver richiesto e ottenuto l’accesso agli atti, l’alunna ha confrontato il proprio elaborato con quelli di alcuni compagni e ha rilevato, secondo quanto sostenuto nel ricorso, che erano stati attribuiti voti più alti a prove svolte in modo meno corretto. Da qui la decisione di impugnare davanti al tribunale amministrativo sia la votazione finale sia gli atti della commissione, e di chiedere il riconoscimento di un punteggio maggiore nello scritto e, di conseguenza, un diverso risultato finale del diploma.
La perizia tecnica e il ruolo del docente universitario
Il tribunale ha ritenuto che per valutare le contestazioni della studentessa non fosse sufficiente un esame ordinario della documentazione. La questione, secondo i giudici, richiedeva una valutazione di carattere strettamente tecnico. Per questo il tribunale ha disposto una verificazione e ha affidato l’incarico al direttore del Dipartimento di Matematica e Applicazione dell’Università degli Studi di Napoli, che potrà eventualmente delegare il compito a un altro docente della stessa facoltà.
L’esperto dovrà stabilire se quel punteggio pari a 15 assegnato alla studentessa sia compatibile con i criteri utilizzati dalla commissione nella correzione complessiva degli elaborati, mettendo a confronto anche le prove depositate. Il docente potrà consultare il fascicolo, acquisire copie degli atti e richiedere alle parti la documentazione che riterrà necessaria. Il caso non è ancora arrivato a una decisione sul merito. Bisogna attendere l’esito delle analisi del docente universitario.
La posizione del ministero e la discrezionalità tecnica
Nel procedimento si sono costituiti il ministero dell’Istruzione e del Merito e il liceo coinvolto. Nella relazione depositata il 2 novembre 2023, l’Amministrazione ha scelto di non entrare nel confronto tra i diversi elaborati, richiamando il principio della discrezionalità tecnica della commissione esaminatrice. Il Tar, però, ha ritenuto che per valutare le contestazioni della studentessa non fosse sufficiente un esame ordinario della documentazione. Il caso rappresenta un esempio di come le contestazioni relative alla valutazione dei compiti possano portare a procedure legali e a un coinvolgimento di esperti esterni, come docenti universitari, per garantire un’analisi imparziale e tecnica. L’alunna, con il suo ricorso, ha aperto un dibattito sulle modalità di valutazione e sulla trasparenza dei criteri utilizzati dalle commissioni esaminatrici.
