Niscemi, dopo la frana i prezzi degli affitti salgono a 700 euro
A Niscemi, dopo la frana, i prezzi degli affitti sono saliti a 700 euro, con sfollati che si spostano a Gela.
Niscemi, dopo la frana del gennaio 2026, ha visto salire i prezzi degli affitti fino a 700 euro al mese, con centinaia di famiglie costrette a cercare sistemazione in altre zone. La situazione ha reso difficile trovare una casa nel proprio Comune, spingendo alcuni sfollati a trasferirsi nella vicina Gela. Per alcuni, trovare un alloggio con contratto regolare è diventato un’impresa quasi impossibile, con prezzi che hanno raddoppiato rispetto al periodo pre-frana.
Prezzi assurdi per case vergognose
Giuseppe, 46 anni, ha raccontato come abbia aiutato gli zii a trovare una sistemazione. «Ho visto prezzi assurdi per case vergognose», ha detto. La famiglia ha visitato almeno una decina di immobili, alcuni disabitati da anni e bisognosi di lavori, altri proposti a cifre troppo alte. Per un appartamento sviluppato su tre piccoli piani, con una stanza per livello, la richiesta era di 500 euro in nero o 650 euro con contratto. Tra le alternative c’è stato anche un box adibito ad abitazione: «Ci è stato proposto pure un garage trasformato in casa a 450 euro al mese», ha raccontato.
Un sostegno economico per le famiglie sfollate
Alcuni sfollati hanno trovato una soluzione a Gela, dove hanno trovato un appartamento di circa 100 metri quadrati sul lungomare, recentemente ristrutturato, per 400 euro al mese e con un contratto regolare. La Regione Siciliana ha previsto un contributo per l’autonoma sistemazione, con somme mensili comprese tra 400 e 900 euro, a seconda della composizione del nucleo familiare. Sono circa 440 le famiglie che hanno ricevuto o riceveranno il sostegno, per un importo complessivo mensile di circa 320 mila euro. La difficoltà nel trovare una nuova abitazione si scontra anche con un’offerta limitata. Una ricognizione avviata dal Comune tra i proprietari aveva individuato 311 immobili disponibili per la vendita e appena 39 per l’affitto. Molti degli sfollati, però, preferiscono non esporsi, temendo di parlare male del proprio paese o di amici e conoscenti. In alcuni casi, a proporre prezzi raddoppiati sarebbero state persone «vicine».
La frana continua a muoversi
A più di sette mesi dalla frana del 25 gennaio, il terreno a Niscemi continua a mostrare nuovi movimenti. All’inizio di settembre si è aperta una fessurazione lunga circa 60 metri in via Ustica, sul versante sud-est, in un’area che ricade già all’interno della zona rossa e a meno di 500 metri dal plesso scolastico San Giuseppe. A preoccupare è anche il fatto che sia comparsa in un periodo senza piogge. Secondo il sindaco Massimiliano Conti, bisnerà capire se si tratti della naturale evoluzione del fronte franoso o del segnale di una sua possibile riattivazione.
- Frana di Niscemi: 1.500 sfollati dopo la frana del gennaio 2026
- Prezzi degli affitti a Niscemi saliti a 700 euro
- Contributi regionali per le famiglie sfollate
La situazione a Niscemi rimane drammatica, con un mix di emergenza abitativa e preoccupazioni per la stabilità del territorio. Mentre i cittadini cercano una soluzione, il Comune e la Regione continuano a monitorare la situazione e a fornire supporto alle famiglie colpite. La frana, però, non sembra essere ancora finita.
