Il cinema si fa verde: una battaglia inclusiva per il futuro
Festival Cinema In Verde a Roma, un impegno per l’ambiente e i diritti umani.

Un festival di cinema ambientale a Roma
Il festival Cinema In Verde torna a Roma dal 17 al 20 settembre 2026, con un impegno senza precedenti: sarà inaugurato da Karma B, due Drag Queen che si definiscono creature mitologiche, metà essere umano e metà Raffaella Carrà. L’evento, che si svolgerà in un contesto di crescente attenzione all’ambiente, rappresenta un passo significativo per unire cinema e lotta per i diritti umani. La scelta di queste due artiste, note per la loro presenza in trasmissioni televisive e spettacoli teatrali, non è casuale: è un simbolo di inclusione e di una visione del mondo che non si limita alle convenzioni.
La crisi ambientale come moltiplicatore di disuguaglianze
La questione ecologica non è solo un tema di sostenibilità, ma un fronte di lotta per i diritti umani. Come ha scritto qualcuno, non è vero che siamo tutti sulla stessa barca, semmai siamo nella stessa tempesta, ma alcuni sono costretti a nuotare e altri hanno gli yacht. La crisi ambientale insomma è un moltiplicatore di disuguaglianze: a essere travolti sono sempre i soggetti più fragili, chi ha meno tutele, chi vive ai margini, chi ha meno risorse. Questo concetto, espresso con forza da Karma B, si sposa con l’idea che la transizione ecologica debba essere necessariamente una transizione democratica e egualitaria.
La speranza è attivismo, è resistenza, è capacità di sporcarsi le mani
La speranza, per Karma B, non è un sentimento passivo, ma un’azione. È attivismo, è resistenza, è capacità di sporcarsi le mani – magari aggiustandosi il trucco – è volontà di continuare a camminare, sui gomiti o sui tacchi se necessario. Questa visione, che unisce l’arte al movimento sociale, è alla base del festival Cinema In Verde. L’evento non è solo un momento di spettacolo, ma un invito a immaginare un futuro diverso, a costruire un mondo più equo e solidale. Il cinema, come ha sottolineato Saverio Gangemi, è un luogo di immaginazione, ma anche di denuncia e di verità.
La transizione ecologica deve essere inclusiva e trasversale
La questione ecologica deve essere inclusiva, deve saper parlare a chiunque, deve essere trasversale e intersezionale. La loro presenza al festival non è solo un simbolo, ma una testimonianza. L’arte, come hanno sempre sostenuto, ha il dovere di creare consapevolezza collettiva e di stimolare una responsabilità che sembra mancare alla politica. La loro partecipazione, insieme a una serie di artisti e attivisti, rappresenta un impegno concreto per un futuro in cui l’ambiente e i diritti umani siano sempre più connessi. Il cinema, in questo contesto, diventa un veicolo di cambiamento, un modo per parlare di un presente drammaticamente attuale e di un futuro che tutti possono immaginare, se si vuole.
La scelta di Karma B di inaugurare il festival non è solo un atto di arte, ma un impegno per un mondo più equo, più solidale e, speriamo, più fresco per tutti. La loro voce, come quella di tanti altri, è un richiamo a non lasciare indietro nessuno nella transizione ecologica. La speranza, come hanno detto, è attivismo, è resistenza, è la capacità di continuare a camminare, anche quando il sentiero è in salita.
