Account social a 12 anni? Scolastico peggiori e 6 mesi di ritardo nell’apprendimento

Nuova ricerca italiana collega l’accesso precoce ai social a peggioramento dei risultati scolastici e ritardo nell’apprendimento.

Studenti che iniziano a usare i social a 12 anni mostrano peggiori risultati in italiano e matematica
Studenti che iniziano a usare i social a 12 anni mostrano peggiori risultati in italiano e matematica

Una ricerca italiana pubblicata il 14 settembre 2026 ha evidenziato un legame tra l’accesso precoce ai social media e un peggioramento dei risultati scolastici, soprattutto in italiano e matematica. Lo studio, condotto su oltre 5mila studenti, ha rilevato che chi inizia a usare i social a 12 anni mostra un ritardo nell’apprendimento pari a circa sei mesi rispetto a chi aspetta almeno il primo anno delle superiori. L’analisi, pubblicata su Nature Human Behaviour, ha seguito nel tempo le traiettorie di 5.227 studenti lombardi, ricostruendo quando avevano aperto il loro primo account social e confrontandolo con i loro risultati negli anni precedenti alle prove INVALSI.

Accesso precoce e svantaggio scolastico

Il 47% dei ragazzi aveva ricevuto il primo smartphone già in prima media, e alla fine delle medie lo possedeva il 98%. L’ingresso sui social era altrettanto precoce: l’11,2% aveva aperto un profilo addirittura alle elementari, il 29,5% in prima media, il 25% in seconda e il 18% in terza. Solo il 16,3% aveva aspettato almeno la prima superiore. I ricercatori hanno osservato che i ragazzi che avevano aperto un account già in prima media, intorno agli 11-12 anni, ottenevano punteggi più bassi in italiano e matematica rispetto a chi aveva aspettato almeno la prima superiore.

La distanza non sembrava inoltre riassorbirsi con il passare degli anni: a 15-16 anni, nei test scolastici, il divario osservato tra i due gruppi corrispondeva a circa sei mesi di apprendimento scolastico. Anche chi aveva iniziato in seconda media mostrava risultati inferiori, mentre il divario tendeva a ridursi tra chi aveva aspettato la terza media.

Meccanismi di interruzione e multitasking

La ricerca ha individuato due possibili meccanismi che potrebbero spiegare il legame tra l’uso precoce dei social e il peggioramento dei risultati scolastici. Il primo è il “time displacement”, ovvero il tempo trascorso sui social che sottrae spazio a attività essenziali come lo studio, la lettura o il sonno. Il secondo riguarda la frammentazione dell’attenzione: controllare ripetutamente il telefono durante le attività richiedenti concentrazione, come lo studio o il riposo, interrompe il processo di apprendimento e aumenta il carico cognitivo. Per misurare l’impatto di questa interruzione, i ricercatori hanno utilizzato un “indice di pervasività dello smartphone”, costruito chiedendo agli studenti quanto frequentemente controllassero il telefono in situazioni come lo studio, il momento prima di andare a letto o immediatamente dopo il risveglio. I valori più elevati dell’indice erano associati a un accesso più precoce ai social e a risultati peggiori nei test di italiano e matematica.

La ricerca ha chiarito che il legame non è causale, ma indica un’associazione significativa tra uso precoce e peggioramento delle competenze. I ricercatori hanno sottolineato che il loro studio è correlazionale e non permette di affermare che le interruzioni causate dallo smartphone siano direttamente responsabili del peggior rendimento. Tuttavia, hanno sottolineato che attenzione interrotta, sovraccarico cognitivo e sottrazione di tempo alle attività necessarie per apprendere potrebbero rappresentare una parte importante del collegamento tra l’ingresso precoce nei social e competenze scolastiche più basse.

Il divario tra i due gruppi non sembra ridursi con il passare degli anni, confermando un effetto duraturo. I risultati sono particolarmente evidenti in matematica e italiano, mentre in inglese non emerge lo stesso svantaggio. Questi dati aggiungono un ulteriore strato al dibattito europeo sull’età minima per accedere ai social, con Paesi come la Francia e la Danimarca che hanno già introdotto misure restrittive.