L’uso precoce di smartphone e social media danneggia il rendimento scolastico dei ragazzi
Nuovo studio svela come l’accesso precoce a dispositivi digitali riduce le prestazioni in italiano e matematica.

Un nuovo studio condotto da un team di ricerca guidato da Marco Gui dell’Università di Milano-Bicocca ha evidenziato come l’accesso precoce a smartphone e social media possa danneggiare il rendimento scolastico dei ragazzi. Gli studenti che entrano nel mondo digitale prima dei 14 anni mostrano un calo significativo e persistente nelle prestazioni di Italiano e Matematica. L’analisi, pubblicata sulla rivista Nature Human Behaviour, ha preso in esame i dati di oltre cinquemila studenti italiani, rivelando un divario formativo equivalente a quasi 6 mesi di apprendimento persi rispetto a chi ha iniziato a usare i social media in un’età più matura.
La frammentazione dell’attenzione e il sonno compromesso
La ricerca ha isolato l’effetto diretto dell’uso dei dispositivi digitali, mettendo a confronto gli studenti che hanno aperto i primi profili social tra la prima e la terza media con quelli che hanno posticipato l’accesso agli anni delle scuole superiori. Il fattore determinante non è il tempo trascorso davanti allo schermo, ma la costante frammentazione dell’attenzione causata dalle notifiche. Questo interrompe la concentrazione necessaria per lo studio e l’ascolto in classe. Inoltre, l’uso serale dei dispositivi compromette la qualità del sonno, con ricadute dirette sulle capacità mnemoniche e cognitive al mattino.
Il vero nemico del rendimento scolastico non è lo schermo in sé, ma l’interruzione continua del flusso cognitivo.
Un’età di ingresso più tarda potrebbe aiutare i ragazzi
Il ricercatore Marco Gui ha sottolineato l’importanza di posticipare l’accesso autonomo a dispositivi personali e a piattaforme social, promuovendo una maggiore consapevolezza genitoriale nel limitare l’uso dei telefoni durante le ore dedicate al riposo e allo studio. Gli autori dello studio hanno anche sottolineato l’opportunità di ritardare l’affidamento di dispositivi personali, non come un rifiuto della tecnologia, ma come una protezione della crescita cognitiva e dell’apprendimento dei ragazzi. Questi risultati offrono spunti importanti per famiglie, educatori e decisori politici, in un momento in cui l’età del primo smartphone si è abbassata verso i dieci anni. L’accesso precoce a dispositivi digitali non solo influisce sulle prestazioni scolastiche, ma potrebbe anche ostacolare lo sviluppo di forme di pensiero profondo, essenziali per la crescita intellettuale.
- Studio condotto da Marco Gui dell’Università di Milano-Bicocca
- Analisi su oltre cinquemila studenti italiani
- Calo di prestazioni in italiano e matematica
- Divario formativo equivalente a quasi 6 mesi di apprendimento persi
La ricerca ha anche evidenziato come il controllo compulsivo delle notifiche e lo sblocco frequente dello smartphone interrompano la concentrazione necessaria per lo studio. Questo fenomeno, se non gestito, potrebbe accumularsi nel tempo, riducendo ulteriormente le capacità cognitive e di apprendimento dei ragazzi. L’obiettivo del team di ricerca è stato isolare l’effetto dell’accesso ai social media, neutralizzando le disuguaglianze di partenza e analizzando solo l’impatto diretto sul rendimento scolastico.
