Osteria della Gioia, chiusura per debiti ma nasce un progetto di reinserimento sociale
Chiusura dell’Osteria della Gioia per debiti con il Comune, ma nasce un progetto di reinserimento sociale per ragazzi diversamente abili.

L’Osteria della Gioia, storica struttura inclusiva a Villanova del Ghebbo, ha visto il suo esodo definitivo per debiti non saldati con il Comune. Dopo cinque anni di attività, la chiusura è arrivata il 30 luglio, con un debito di 31.000 euro. L’attività, che aveva dato lavoro a un gruppo di ragazzi diversamente abili, è stata liquidata e la cooperativa Pianopiano, che ne aveva la gestione, ha chiuso i battenti. La decisione è stata presa dopo un cortocircuito burocratico e prospettive drammatiche, con l’obiettivo di salvare il progetto formativo e cedere la struttura a un gruppo di cooperative.
Un progetto sociale in crisi
Il progetto dell’Osteria della Gioia, nato nel 2012, si basava sulla collaborazione di volontari, genitori e sull’appoggio delle istituzioni locali. L’obiettivo era creare un ambiente di lavoro e realizzazione per ragazzi diversamente abili, con corsi, affiancamento e volontariato. «Dopo 14 anni di grande impegno e tanta fatica, ora ci sono 10 ragazzi che si trovano non solo senza il “loro lavoro”, ma soprattutto senza la loro ragione di realizzazione umana e professionale», ha detto Giancarlo Brandolese, presidente della cooperativa Pianopiano.
La struttura, gestita inizialmente dall’Associazione Amici di Elena, ha visto un passaggio alla cooperativa Pianopiano a metà 2023. Il debito con il Comune, che ha raggiunto 50.000 euro, ha reso la situazione insostenibile. Nonostante un benefattore locale abbia offerto un impianto fotovoltaico per 44.000 euro e un impianto di raffrescamento per 10.000 euro, la proposta non è stata accettata. «Abbiamo quindi trovato un benefattore locale che si è offerto di installare un impianto fotovoltaico del valore di 44.000 euro: il valore aggiunto allo stabile avrebbe potuto pareggiare il debito, ma la proposta non è stata accettata», ha spiegato un rappresentante.
Il Comune e le critiche
Il sindaco di Villanova del Ghebbo, Mauro Verza, ha sostenuto le scelte dell’amministrazione, ma ha espresso alcune perplessità. «Nonostante il grande dispiacere a livello umano – ha detto – abbiamo dovuto arrivare a una scelta definitiva. L’impegno sottoscritto dall’inizio con il Comune era quello di sostenere solo la spesa per l’energia elettrica, a fronte della gratuità per l’uso degli spazi e per le altre utenze. Poiché nulla è mai stato versato, abbiamo dovuto fare i conti con una realtà pesante: un comune di circa 2000 persone soffre molto per un passivo del genere», ha spiegato.
Le critiche sono state rivolte anche al valore sociale del progetto. «È veramente sociale un ristorante dove si spende parecchio per mangiare? È davvero utile sostenerlo se i ragazzi coinvolti non sono mai più di 4-5 per volta, molti meno rispetto a quelli che all’inizio erano coinvolti nell’attività?», ha commentato il sindaco. La mancanza di entrate, nonostante i solleciti di rimborso, ha reso la situazione complessa.
La buona notizia è che l’Osteria della Gioia è stata acquisita dalla Fondazione Essenziale, che ha preso in carico il debito con il Comune e il materiale della struttura. L’obiettivo è spostare il ristorante a Villa Rodella, un bene sequestrato a Giancarlo Galan, dove la Fondazione ha la gestione per 45 anni. Il gruppo avrebbe avuto la concessione da parte dell’Agenzia del Demanio per il recupero della struttura e il suo utilizzo con laboratori, residenze artistiche, turismo sostenibile ed eventi per la comunità. Nel frattempo, per sanare gli ultimi debiti con i fornitori, per chiudere le posizioni stipendiali con i collaboratori, per i Tfr e i passaggi burocratici come il notaio, si può contare sulla generosità dei cittadini. Si possono fare donazioni a https://buonacausa.org/cause/osteriadellagioiaristoranteinclusivo/donate.
