Ingegnere meccanico in Svizzera: “Tornerei in Italia se trovasse un lavoro equivalente”

Ingegnere meccanico a Ginevra: “Tornerei in Italia se trovasse un lavoro equivalente” – Cervelli in fuga

Ingegnere meccanico a Ginevra, lavoro all'estero, professioni rare
Ingegnere meccanico a Ginevra, lavoro all’estero, professioni rare

Un percorso internazionale che si è allargato

Lamberto Ventimiglia, 34 anni, ingegnere meccanico napoletano, vive a Ginevra e lavora per l’associazione internazionale dei costruttori di motocicli (IMMA). Dopo cinque anni in Belgio, dove ha iniziato un’esperienza internazionale, è stato proprio LinkedIn a cambiarne la traiettoria. “Un giorno ho trovato un messaggio del segretario generale dell’associazione che mi diceva: ‘abbiamo una posizione che potrebbe fare al caso tuo’”, racconta. Dopo quattro colloqui, l’assunzione è arrivata. Oggi, Lamberto contribuisce a scrivere i regolamenti tecnici con cui verranno progettate le motociclette di domani, rappresentando i costruttori nei tavoli della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite.

La sua figura è poco richiesta in Italia, anche se la professione è tanto specialistica quanto rara. “Tornerei anche domani in Italia, se trovassi un lavoro equivalente”, dice. Ma per ora, la sua carriera si è sviluppata all’estero, nonostante il costo emotivo di restare lontano da casa.

Un’esperienza che ha cambiato la sua vita

Lamberto ha iniziato il suo percorso professionale con una laurea all’Università Federico II di Napoli, seguita da un master in Ingegneria dell’Autoveicolo al Politecnico di Torino e un primo impiego in una nota azienda automobilistica. Nel 2018, l’occasione di trasferirsi in Belgio per lavorare in una multinazionale del medesimo settore è arrivata. “Non avevo programmato di lasciare l’Italia. Se durante l’università me l’avessero chiesto, avrei risposto di no. Ma una volta che avevo già lasciato Napoli per Torino, ho pensato: perché non provarci?”, racconta. La sua esperienza in Belgio si è trasformata in un percorso destinato ad allargarsi. Dopo quasi cinque anni, è stato proprio LinkedIn a fargli cambiare traiettoria. L’assunzione in IMMA ha segnato un passo importante nella sua carriera, portandolo a lavorare a Ginevra, in Svizzera, dove oggi si occupa di regolamenti internazionali sui veicoli.

Un lavoro che richiede specializzazione e riconoscimento

La professione di ingegnere meccanico, specializzato in regolamenti internazionali sui veicoli, richiede una formazione specifica e una capacità di lavoro in contesti internazionali. Lamberto, con la sua passione per i motori, ha sviluppato competenze che lo hanno portato a rappresentare i costruttori di moto nei tavoli della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite. “Lavorare in un contesto così complesso e internazionale è un’esperienza unica”, dice. Tuttavia, il costo emotivo di restare lontano da casa non è da sottovalutare. “Ma restare lontano da casa ha un costo emotivo”, ammette. Nonostante ciò, la sua decisione di rimanere all’estero è stata influenzata anche da fattori professionali. “La mia figura è poco richiesta in Italia”, sottolinea, evidenziando una situazione che riguarda molti professionisti specializzati.

Un futuro che potrebbe tornare in Italia

Lamberto non esclude la possibilità di tornare in Italia, se trovasse un lavoro equivalente. “Tornerei anche domani in Italia, se trovassi un lavoro equivalente”, dice. Tuttavia, per ora, la sua carriera si è sviluppata all’estero, nonostante le difficoltà legate alla distanza e alla mancanza di opportunità in patria. “La mia figura è poco richiesta”, conclude, sottolineando una situazione che riguarda molti professionisti specializzati in settori tecnici e industriali. L’esperienza di Lamberto Ventimiglia rappresenta un caso emblematico di “cervelli in fuga”, un fenomeno che continua a interessare molti professionisti italiani, specialmente in settori come l’ingegneria e l’industria automobilistica.