Birra del Borgo chiusa dopo 10 anni, i lavoratori: serve un anno per salvarla
Birra del Borgo chiusa dopo 10 anni, i lavoratori chiedono un anno per salvare l’azienda.

Una storia di passione e mercato
La storia di Birra del Borgo, nata nel 2005 a Borgorose, in provincia di Rieti, è una storia di passione, qualità e sogni locali. Il birrificio, che ha prodotto birre uniche e di eccellenza, ha visto il suo destino cambiare nel 2015 con l’acquisizione da parte di AB Inbev, multinazionale leader nel settore delle birre artigianali. La decisione di chiudere lo stabilimento, annunciata nel 2026, ha scatenato una forte reazione da parte dei lavoratori, che si sentono abbandonati e presi in giro. «C’è tanta frustrazione, ci sentiamo presi in giro», ha detto Matteo De Vita, uno dei lavoratori. La scadenza della procedura di licenziamento collettivo è fissata al 17 settembre, e i lavoratori chiedono un anno per trovare una soluzione.
Un anno per salvare l’azienda
I 25 dipendenti, che hanno dedicato anni alla produzione di birre di qualità, si trovano ora senza lavoro e con un futuro incerto. Matteo De Vita ha espresso la frustrazione e la delusione: «C’è tanta frustrazione, ci sentiamo presi in giro». La scadenza della procedura di licenziamento collettivo è fissata al 17 settembre, e i lavoratori chiedono un anno per trovare una soluzione. «Serve che l’azienda ci dia un anno di tempo», ha spiegato Antonio Del Brocco, sindacalista della Flai Cgil. Se non si troverà una soluzione, i lavoratori potrebbero occupare lo stabilimento.
La chiusura non è arrivata all’improvviso. Dopo l’acquisizione, l’azienda ha iniziato a ridurre la produzione, tagliando locali e uffici. «Siamo rimasti ad una capacità massima di 36mila ettolitri», ha spiegato De Vita. L’azienda ha anche spostato il controllo del settore commerciale sotto il controllo di AB Inbev, rendendo più complesso il mercato per la vendita della birra. «Il portafoglio di marchi è troppo grande», ha sottolineato De Vita, aggiungendo che la birra non è più vendibile come prima.
La speranza di un futuro non è scomparsa. Lunedì 14 settembre, a Roma, si terrà un incontro tra i dipendenti e la Regione Lazio per cercare una soluzione. «Chiediamo che le istituzioni convincano la multinazionale ad aspettare e mettere in campo gli ammortizzatori sociali», hanno detto i lavoratori. La Flai Cgil sostiene la vertenza e chiede un anno per trovare una via d’uscita. «Se scade la procedura di licenziamento e non si fa nulla, occupiamo lo stabilimento», ha concluso Del Brocco. La vicenda di Birra del Borgo rappresenta un caso emblematico delle tensioni tra piccoli produttori e multinazionali.
La chiusura del birrificio ha messo in luce le sfide di un settore in cui la passione e la qualità non sempre bastano a competere con le logiche del mercato globale. I lavoratori, con la loro storia e la loro dedizione, sperano che un anno di tempo possa essere sufficiente per trovare una soluzione. La loro voce, però, continua a risuonare in piazza, chiedendo giustizia e un futuro per l’azienda che ha dato loro lavoro e identità.
