Raffaele Costa, ex ministro e storico esponente liberale, è morto a 90 anni
Morto Raffaele Costa, ex ministro e esponente liberale, a 90 anni. Ricordato per battaglie contro burocrazia e sprechi.

Raffaele Costa, ex ministro e storico esponente del liberalismo italiano, è morto a 90 anni. L’annuncio è arrivato dopo una lunga malattia, con il ricordo di un uomo che ha dedicato la sua vita alla politica e alla difesa dei valori liberali. Costa, nato a Cuneo, ha ricoperto diverse cariche istituzionali, tra cui quattro mandate come ministro nei governi di Amato, Ciampi e Berlusconi. È stato anche europarlamentare, presidente della Provincia di Cuneo e deputato per oltre trent’anni, dal 1976 al 2006. La sua carriera è segnata da una passione per la politica e una dedizione al servizio della comunità.
Un esponente del pensiero liberale
Costa è stato definito un “campione del pensiero liberale”, un uomo che ha combattuto per la riduzione degli sprechi e per la lotta contro gli eccessi della burocrazia. La sua azione politica si è concentrata su temi come la sicurezza stradale, la trasparenza e la modernizzazione delle istituzioni. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha espresso il cordoglio per la sua scomparsa, ricordando come Costa fosse “profondamente innamorato della politica e della sua terra”. Il suo lavoro ha avuto un impatto significativo, soprattutto a Cuneo, dove ha ricoperto ruoli di rilievo e ha contribuito a migliorare la governance locale.
La sua carriera politica è iniziata con l’elezione al Parlamento nel 1976, quando era ancora un giovane avvocato. Costa ha attraversato diverse formazioni politiche, partendo dal Pli, passando all’UDC e infine a Forza Italia. È stato sottosegretario e ministro in diversi governi, tra cui quelli di Amato, Ciampi e Berlusconi. Il suo lavoro ha incluso battaglie contro la burocrazia, il proliferare di norme inutili e la corruzione. Il suo impegno è stato riconosciuto anche a livello europeo, dove ha ricoperto un ruolo di rilievo come europarlamentare.
Un’eredità di battaglie e di passione
La sua azione politica ha avuto un impatto tangibile, come nel caso della lotta per la sicurezza stradale. Costa ha dedicato anni a questa causa, partendo da un tragico episodio nel 1997, quando una studentessa di Mondovì fu uccisa da un’auto. L’incidente ha spinto Costa a iniziare una battaglia che ogni anno produce un dossier-denuncia, un lavoro che ha avuto un effetto duraturo sulle politiche di sicurezza in Italia.

La sua scomparsa ha suscitato un grande cordoglio nel mondo politico e istituzionale. Il vicepresidente del Consiglio e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ha ricordato il rapporto di amicizia e collaborazione con Costa, sottolineando come il politico abbia lasciato un’eredità di passione e impegno. Tajani ha espresso il suo cordoglio e ha riconosciuto il figlio Enrico Costa, attuale capogruppo di Forza Italia alla Camera, come “decente erede” del padre. Anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha espresso il suo dolore, ricordando come Costa fosse “un pioniere nella lotta alla burocrazia”.
La sua vita politica è stata accompagnata da un forte senso di responsabilità e di servizio. Costa ha lasciato un’eredità di lavoro, di idee e di dedizione, che continuerà a influenzare la politica italiana. La sua morte segna la fine di un’epoca, ma il suo pensiero e le sue battaglie resteranno un patrimonio per chi ha creduto nei valori liberali e nella lotta contro gli sprechi del sistema.
