Gerosa: «Chiamare il Cup è indecoroso. Cambierò il sistema»
L’assessore regionale Gerosa critica il sistema Cup e annuncia un cambio di rotta per migliorare l’accesso alla sanità.

L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha espresso un forte disappunto per il sistema di prenotazione (Cup) e ha annunciato un cambio di rotta per migliorare l’accesso ai servizi sanitari. «Chiamare il Cup è una cosa veramente indecorosa», ha detto, riferendosi alle esperienze di pazienti e cittadini che si trovano in difficoltà nell’ottenere appuntamenti. L’assessore, ex cardiochirurgo internazionale, ha sottolineato come il sistema attuale non risponda alle esigenze dei cittadini, soprattutto per chi non ha supporto familiare o non è in grado di gestire la complessità del sistema.
«Trovo indecoroso continuare così, quando è possibile una soluzione diversa, con i medici di medicina generale», ha aggiunto Gerosa, riferendosi a un test pilota che ha visto la partecipazione di circa 30 medici di medicina generale nelle province di Belluno e Rovigo. L’obiettivo è permettere ai pazienti di ricevere una proposta di prenotazione entro 2 o 10 giorni, in base alla priorità della prestazione. «Dai dati che ho visto finora, l’esperimento funziona», ha spiegato l’assessore.
Un sistema che non risponde alle esigenze
Le critiche al sistema Cup sono state condivise da diversi esponenti politici e cittadini. «Parlo con tanti cittadini, anche anziani e quindi fragili, che magari non hanno il supporto del figlio o del nipote quando devono chiamare il Cup», ha sottolineato Gerosa. Per lui, il sistema attuale crea un disagio per chi non è in grado di gestire la complessità del processo. «Trovo indecoroso continuare così, quando è possibile una soluzione diversa, con i medici di medicina generale», ha aggiunto.
Il test pilota, basato sull’uso dell’intelligenza artificiale, permette ai medici di base di accedere a un sistema informativo che aiuta a formulare una proposta di prenotazione al paziente. «Se quel giorno e quell’ora incontrano immediatamente la loro soddisfazione, vengono bloccati nell’agenda, altrimenti il malato viene contattato dal Servizio sanitario regionale, in tempi rapidi da quello che stiamo vedendo nella sperimentazione», ha spiegato l’assessore.
Un percorso per migliorare l’efficienza
Il progetto prevede l’estensione del modello anche alle patologie croniche, come il diabete, l’ipertensione e le broncopneumopatie. «Dovremo identificare il percorso migliore, dal punto di vista della logistica e della funzionalità», ha detto Gerosa. L’obiettivo è creare un sistema in cui il Servizio sanitario regionale programmi già le visite di controllo, con i relativi approfondimenti diagnostici, dagli esami del sangue all’ecografia. Nonostante i numeri positivi registrati dal Veneto, come il rispetto dei tempi per il 97,1% degli esami diagnostici e per il 91,5% per le visite specialistiche, Gerosa ha riconosciuto che c’è ancora molto da fare. «La sanità prodotta, la sanità percepita e la sanità raccontata devono essere allineate», ha concluso, sottolineando l’importanza di un sistema più efficiente e accessibile per tutti i cittadini.
Il sistema attuale non risponde alle esigenze dei cittadini, soprattutto per chi non ha supporto familiare.
Il test pilota ha visto la partecipazione di circa 30 medici di medicina generale nelle province di Belluno e Rovigo.
