Daron Acemoglu: la democrazia ha perso il consenso dei cittadini
Daron Acemoglu critica la democrazia liberale e spiega come la disuguaglianza abbia ridotto il senso di partecipazione dei cittadini.

Daron Acemoglu, premio Nobel per l’economia, ha sottolineato come la democrazia liberale si sia allontanata dal consenso dei cittadini, in particolare negli Stati Uniti e in Europa. Secondo il Nobel, la demonizzazione di partiti come l’AfD in Germania ha rappresentato un errore, poiché questi movimenti avevano già il sostegno di milioni di elettori. La sua analisi, presentata in un libro edito in Italia da Rizzoli, si concentra su come la disuguaglianza economica e la mancanza di rappresentanza democratica abbiano portato a una crescente insoddisfazione tra i cittadini.
La disuguaglianza e la perdita di consenso
Acemoglu ha spiegato come, negli anni recenti, la crescita dei salari mediani si sia fermata, mentre il reddito del 1% più ricco è aumentato in modo esponenziale. Tra il 1980 e il 2019, la quota del prodotto nazionale del 1% più ricco è passata dal 10% al 19%, con un patrimonio totale che ha raggiunto il 35%. Questo aumento di disuguaglianza ha portato a una sensazione di marginalizzazione tra i cittadini, che si sentono privati delle loro prerogative democratiche.
La crescita dei salari è stagnante, mentre il ricco si arricchisce sempre di più.
La situazione è stata ulteriormente aggravata da una mancanza di risposte politiche alle preoccupazioni dei cittadini. Molti americani, ad esempio, si preoccupano per l’immigrazione, soprattutto quella clandestina, ma le politiche mainstream non hanno dato risposte concrete. Anche se le preoccupazioni sono spesso amplificate da false informazioni, c’è un fondo di verità: il 50% dei bianchi americani ritiene che ci siano troppi immigrati, e il 54% pensa che l’immigrazione debba essere ridotta.
La democrazia ha perso il contatto con i cittadini
Acemoglu ha sottolineato come la democrazia liberale, che una volta prometteva uguaglianza e partecipazione, abbia perso il contatto con i cittadini. La crescita economica degli anni Settanta non ha portato a un aumento dei salari, e la produttività è rimasta stagnante. Gli operai e i non laureati hanno visto calare i loro stipendi, mentre i professionisti e i manager continuano a beneficiare di una crescita rapida. Questo gap ha creato una sensazione di disconnettività tra i cittadini e il sistema politico.
La disuguaglianza ha ridotto la partecipazione democratica.
La mancanza di risposte alle preoccupazioni dei cittadini ha portato a una crescente insoddisfazione. Una recente indagine del Pew Research Center mostra che quasi tre americani su quattro credono che i loro figli vivranno in condizioni economiche peggiori rispetto a quelle della loro generazione. Questo senso di disperazione ha alimentato il risveglio di movimenti politici che cercano di rappresentare le preoccupazioni dei cittadini, come l’AfD in Germania.
Un errore la demonizzazione di movimenti popolari
Acemoglu ha criticato la demonizzazione di partiti come l’AfD, sottolineando che avevano già il sostegno di milioni di elettori. La sua analisi indica che la democrazia liberale non ha ascoltato le voci di chi si sentiva escluso, e questo ha portato a una perdita di consenso. La sua critica non è solo rivolta ai partiti estremi, ma anche al sistema politico che non ha dato risposte alle preoccupazioni dei cittadini. La democrazia, secondo Acemoglu, non è più in grado di rappresentare le esigenze di tutti i cittadini. La disuguaglianza, la mancanza di partecipazione e la mancanza di risposte politiche hanno portato a una crisi di fiducia. La sua analisi è un monito per un sistema che deve riconoscere le preoccupazioni dei cittadini e trovare nuove forme di partecipazione democratica.
