Conte cerca consenso tra i democratici: “Se non facciamo le primarie, i miei mi sputano”
Conte cerca consenso tra i democratici: “Se non facciamo le primarie, i miei mi sputano”

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha cercato di rafforzare i rapporti con il Partito Democratico durante una festa dell’Unità a Pesaro, sottolineando l’importanza delle primarie per la coerenza della sua base elettorale. “Se non le facciamo, i miei mi sputano”, ha detto, riferendosi al rischio di perdere il sostegno dei suoi elettori se non si procederà al voto per scegliere il candidato premier. L’evento, organizzato nel quartiere più rosso della città, ha visto Conte interagire con esponenti del Pd e del Movimento 5 Stelle, con un clima di collaborazione e confronto aperto.
Un alleato modello, come a Genova e Bologna
Conte ha sottolineato il ruolo di alleato modello che sta svolgendo nel confronto con il Pd, come già fatto in precedenti occasioni come le feste di Genova e Bologna. “Sono al servizio del progetto progressista, a prescindere da chi vincerà le primarie”, ha dichiarato, rassicurando i presenti che il sostegno al candidato vincente sarà garantito. L’interazione con Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro e ora eurodeputato del Pd, ha messo in luce la volontà di costruire un percorso comune per la coalizione alle elezioni.
Conte ha espresso preoccupazione per la possibilità che il candidato vincente delle primarie possa non rappresentare i valori progressisti del Movimento 5 Stelle. “Non farlo sarebbe di una vigliaccheria inconcepibile”, ha detto, riferendosi al rischio di non sostenere il candidato scelto. L’ex premier ha anche menzionato la possibilità di un confronto tra Schlein, Onorato e Renzi, sottolineando l’importanza di un programma condiviso. “Dovete fare questo benedetto programma”, ha urlato una signora durante l’evento, richiamando l’attenzione su una delle priorità per il Movimento 5 Stelle.
La sfida tra ex premier e il futuro del Pd
Conte ha anche sottolineato l’importanza di un percorso organizzato per le primarie, non limitato a un singolo giorno di voto. “Vanno preparate bene, non è che si vota un giorno e stop”, ha spiegato, rafforzando l’idea che il processo di scelta del candidato premier deve essere ben strutturato e partecipativo. L’interazione con i partecipanti ha dimostrato una forte connessione tra il Movimento 5 Stelle e i sostenitori del Pd, con un’attenzione comune al futuro della politica italiana.
La discussione ha toccato anche la figura di Silvia Salis, con cui Conte ha cenato a Genova, e la possibilità che possa partecipare alle primarie. “Secondo me, ancora non ha deciso se partecipare o no”, ha detto, mentre si prepara a lasciare l’evento. L’atmosfera è stata informale ma carica di significato, con un’attenzione particolare al ruolo delle primarie come strumento per costruire una coalizione solida e inclusiva.
Conte ha inoltre sottolineato la sua preferenza per una sfida secca, ai gazebo e con il voto online, ma ha riconosciuto che non deciderà da solo. “Non decido da solo, dovremo metterci d’accordo”, ha detto, rafforzando l’idea di un confronto costruttivo tra le forze politiche. L’evento ha rappresentato un momento di dialogo e di confronto, con un’attenzione comune al futuro del Pd e del Movimento 5 Stelle. “Anche tra quelli del Pd ho un certo seguito”, ha gongolato Conte mentre sfila tra i tavoli verso l’uscita e si prende l’ultimo applauso della “piccola Russia”. L’interazione con i partecipanti ha dimostrato una forte connessione tra il Movimento 5 Stelle e i sostenitori del Pd, con un’attenzione comune al futuro della politica italiana.
