L’esercito dei 700mila ex agenti di commercio “silenti” che sostiene Enasarco ma non riceve la pensione

Un esercito di 700mila ex agenti di commercio sostiene Enasarco ma non riceve la pensione, con un patrimonio di 9,2 miliardi in gioco.

Un gruppo di ex agenti di commercio non riceve la pensione ma sostiene Enasarco con un patrimonio di 9,2 miliardi
Un gruppo di ex agenti di commercio non riceve la pensione ma sostiene Enasarco con un patrimonio di 9,2 miliardi

Da anni, un esercito di circa 700mila ex agenti di commercio sostiene l’ente previdenziale Enasarco, ma non riceve alcuna pensione. Questi contribuenti, noti come “silenti”, hanno versato per anni i contributi pensionistici obbligatori, ma non hanno mai raggiunto i 20 anni di anzianità necessari per maturare il diritto alla pensione integrativa. Il loro patrimonio, che ammonta a circa 9,2 miliardi di euro, rappresenta il 90% del totale del fondo. Nonostante ciò, i silenti non ricevono alcun assegno previdenziale e i loro contributi non sono rimborsabili né ricongiungibili con la posizione principale Inps. La situazione ha creato un problema sistemico, con conseguenze economiche e sociali significative.

Un sistema previdenziale in crisi

La Fondazione Enasarco, nata nel 1938 e con una struttura a obbligatorietà previdenziale integrativa istituita per legge nel 1966, ha visto negli anni un aumento del numero di contribuenti “silenti”. Questi ex agenti, spesso anziani, hanno versato contributi per decenni ma non hanno mai potuto beneficiare della pensione. La riforma introdotta nel 2012, che ha introdotto la rendita contributiva, ha aggravato la situazione, discriminando i silenti “anziani” e applicando severe penalizzazioni. La discriminazione ha spinto le associazioni di categoria a denunciare il sistema, ipotizzando malversazioni e speculazioni finanziarie ad alto rischio.

La discriminazione strutturale ha spinto all’azione le associazioni di categoria. Nel 2020, Federcontribuenti ha depositato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma, ipotizzando il reato di malversazione ai danni dello Stato. L’atto ha elencato perdite epocali, come i 780 milioni persi nel crack Lehman Brothers del 2009 e i 79 milioni di danni richiesti a Sorgente Sgr. Tuttavia, il fascicolo è rimasto in silenzio e non si conosce l’esito delle indagini.

Indagini e tensioni politiche

Le tensioni si sono intensificate con l’uscita di Enasarco dall’Adepp, l’associazione degli enti previdenziali privati. La decisione ha suscitato un effetto domino, con Cassa Ragionieri, Cassa Geometri ed Enpacl che hanno scelto di non partecipare al voto e disertare le ultime assemblee. La spaccatura ha indebolito la rappresentanza degli enti previdenziali privati, con rischi per l’autonomia e l’integrità dei patrimoni previdenziali. Il presidente dell’Associazione, Alberto Oliveti, ha ribadito che il recesso di Enasarco sarà efficace solo dal 2027, ma la situazione rimane delicata.

La situazione rimane complessa, con un equilibrio tra le pressioni politiche e le esigenze dei contribuenti silenti. Nonostante le tensioni, Enasarco registra un bilancio in equilibrio, con un avanzo economico record di 502,6 milioni nel 2025. La cassa ha accelerato gli investimenti finanziari in Italia, trasformandosi in una “cassa attivista” nel risiko bancario. Tuttavia, l’attenzione della Procura di Milano ha portato a un’indagine su possibili attività illecite, con l’emergere di “anomalie informali” nell’acquisto di azioni di Mediobanca. Le interrogazioni successive del 2025 hanno denunciato come la permanenza media nella professione (14,5 anni per gli uomini e solo 8-9 per le donne) renda il fenomeno dei silenti un fattore sistemico. Oltre ai costanti question time e alle interrogazioni firmate da Walter Rizzetto (Fratelli d’Italia), l’8 ottobre 2024 Montecitorio ha approvato un ordine del giorno per un tavolo di confronto con il governo, ma le promesse non si sono tradotte in azioni concrete.