Mihai Midoschi, borseggiatore noto a Venezia, trovato morto in casa dopo lite e tentativo di incendio

Mihai Midoschi, noto borseggiatore di Venezia, trovato morto in casa dopo lite e tentativo di incendio. Indagini in corso.

Uomo trovato morto in casa occupata a Tessera dopo lite e tentativo di incendio
Uomo trovato morto in casa occupata a Tessera dopo lite e tentativo di incendio

Mihai Midoschi, 51enne romeno noto come uno dei principali borseggiatori del centro storico di Venezia, è stato trovato morto venerdì pomeriggio nella casa occupata abusivamente in via Triestina a Tessera, dove viveva da 9 anni con la compagna e il cognato. La morte, avvenuta dopo una lite familiare, ha suscitato preoccupazioni e indagini per le circostanze attorno al decesso. Non sono stati trovati segni evidenti di violenza sul corpo, ma la salma è stata comunque consegnata all’autorità giudiziaria, con l’ipotesi di un malore. La pm Anna Andreatta potrebbe disporre l’autopsia nei prossimi giorni.

Un curriculum criminale lungo vent’anni

Midoschi, noto come “topo d’appartamento”, ha costruito un curriculum criminale che si intreccia con la storia di Venezia da oltre vent’anni. Il suo primo episodio significativo risale al 18 giugno 2011, quando, a 36 anni, era stato sorpreso dalle Volanti della Questura mentre tentava di entrare in un’abitazione a Mestre. La telefonata di un residente al 113 aveva fatto saltare il colpo, portando a un arresto per tentato furto aggravato in concorso, resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Dopo un anno, Midoschi aveva passato dalle case alle tasche dei turisti, con un episodio noto alla Polfer nel 2012, quando era stato visto borseggiare un gruppo di turisti cinesi.

La sua attività criminale lo ha reso un volto noto non solo per le forze dell’ordine, ma anche per i residenti e i turisti. Tra le calli del centro storico, è diventato un personaggio “paparazzato” da chi, attraverso pagine e gruppi social, segnala i suoi borseggi. A Mestre, invece, è conosciuto come uno degli spacciatori “stanziali” del quartiere Piave, dove è associato al bar “Cappuccino House”. I residenti lo indicano come una presenza fissa, spesso in compagnia di altri tossicodipendenti. La sua attività è segnalata regolarmente alle forze dell’ordine, che cercano di evitare i suoi spostamenti.

Le ultime ore e le indagini in corso

Venerdì, la vita di Midoschi è terminata in modo improvviso. La sua compagna lo ha trovato senza vita nella casa occupata abusivamente, dove viveva da 9 anni. Le indagini hanno rivelato che, poco prima del decesso, erano avvenuti diversi episodi all’interno della casa. La prima, giovedì sera, era stata una lite familiare. Poco dopo, qualcuno aveva cosparso benzina sulla porta e tentato di incendiare l’abitazione, portando all’intervento dei vigili del fuoco. La terza chiamata al Suem 118 è arrivata quando la compagna ha trovato Midoschi riverso sul pavimento privo di vita.

Le circostanze attorno al decesso sono al centro delle indagini. La mancanza di segni di violenza sul corpo ha reso necessario un accertamento più approfondito, con l’ipotesi di un malore. La vicenda ricorda quella di Marian Sorin Postolache, un altro borseggiatore noto a Venezia, morto per un arresto cardiaco poco prima di essere colto in flagrante per un furto.

La sua storia è un “romanzo criminale” che si intreccia con quella di Venezia.

Le porte di Santa Maria Maggiore si aprono ancora per lui: deve scontare un anno di pena.

  • La sua attività criminale lo ha reso un volto noto in città.
  • La sua storia è un “romanzo criminale” che si intreccia con quella di Venezia.
  • Le porte di Santa Maria Maggiore si aprono ancora per lui: deve scontare un anno di pena.