Human Rights Film Fest: cinema come strumento per comprendere diritti umani e conflitti

Festival cinematografico a Roma per approfondire diritti umani e conflitti con cortometraggi da 50 Paesi

Festival cinematografico a Roma con cortometraggi su diritti umani e conflitti, in programma dal 9 al 13 settembre
Festival cinematografico a Roma con cortometraggi su diritti umani e conflitti, in programma dal 9 al 13 settembre

Un festival per guardare più da vicino

Dalla Palestina all’Afghanistan, passando per il Myanmar e i popoli indigeni dell’Amazzonia, lo Human Rights Film Fest propone un’esperienza cinematografica unica. Dal 9 al 13 settembre, a Roma, più precisamente al Parco del Torrione Prenestino, il festival si propone di offrire al pubblico uno sguardo più ravvicinato su temi come diritti umani, conflitti e repressioni. Cinque giorni di cinema, incontri e confronto, con un programma che include oltre 180 cortometraggi provenienti da più di 50 Paesi. Ogni giornata avrà un tema specifico, con l’obiettivo di trasformare notizie lontane in storie da guardare, ascoltare e comprendere.

La distanza non è mai un buon motivo per non capire. Ne siamo a conoscenza, ne sentiamo parlare e con frequenza ci esponiamo anche a riguardo, ma sono poche le occasioni in cui riusciamo a coglierne realmente l’essenza. Proprio per questo nasce lo Human Rights Film Fest, ideato da Iuliia Vdovina e organizzato da Ars Mundi APS, con il sostegno di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura nell’ambito di Roma Creativa 365, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Storie vere e documenti che parlano

Il festival presenterà un programma piuttosto vasto, con proiezioni, dibattiti e testimonianze. Tra i film in programma, si segnala “Il Lago”, realizzato in collaborazione con il Pigneto Film Festival, e “Holding Up the Sky”, che racconta la resistenza dei popoli indigeni. Le testimonianze del progetto “Voci Indigene”, curato da Survival International Italia, saranno parte integrante del programma. Inoltre, il documentario “I nemici del popolo”, di Andrea Marinelli, si concentrerà sull’Amazzonia ecuadoriana. Il festival si chiuderà con l’incontro “Voci dalla foresta: resistenza e autodeterminazione dei popoli indigeni”.

Le storie non sono solo numeri, ma persone con un volto. Il festival si propone di dare un volto e una voce a quelle realtà che, nel racconto quotidiano, finiscono per essere ridotte a sequenze di numeri o a poche righe di cronaca. L’obiettivo è far comprendere che le situazioni di conflitto, repressione e diritti negati non sono solo notizie lontane, ma storie che meritano attenzione e riflessione.

L’ingresso al festival è gratuito e tutte le serate si svolgeranno dalle 18:00 a mezzanotte. Il programma prevede dibattiti, proiezioni e incontri con esperti e testimoni. Tra i momenti chiave, si segnala il dibattito “Palestina oggi: vivere, resistere, testimoniare”, che aprirà il festival il 9 settembre. Il 12 settembre, invece, sarà la volta del Myanmar, con l’annuncio dei vincitori del concorso “Shorts for Rights” e la proiezione delle pellicole in gara. L’evento si chiuderà con l’incontro “Voci dalla foresta: resistenza e autodeterminazione dei popoli indigeni”. Il cinema è un modo per capire meglio il mondo. Lo Human Rights Film Fest si propone di offrire al pubblico uno sguardo più ravvicinato su temi complessi e spesso trascurati. Con cinque giorni di cinema, incontri e confronto, il festival cerca di far comprendere che le situazioni di conflitto, repressione e diritti negati non sono solo notizie lontane, ma storie che meritano attenzione e riflessione.