Usl Treviso: aggressioni ai medici in aumento, misure di sicurezza in atto

Usl Treviso prende misure per prevenire aggressioni ai medici, riorganizza spazi e avvia tavolo di sicurezza.

Medici e infermieri in ospedale con misure di sicurezza per prevenire aggressioni, spazi riorganizzati e supporto psicologico
Medici e infermieri in ospedale con misure di sicurezza per prevenire aggressioni, spazi riorganizzati e supporto psicologico

L’Usl della Marca ha annunciato misure di sicurezza per prevenire aggressioni ai medici e al personale sanitario, dopo un incremento dei casi negli ultimi mesi. In poco più di tre mesi, 8 professionisti sono stati aggrediti a Treviso, Conegliano e Oderzo. L’ultimo episodio, avvenuto nella psichiatria del Ca’ Foncello, ha visto un paziente di 28 anni colpire un medico e un infermiere. L’episodio si è aggiunto a un altro, avvenuto lunedì notte a Treviso, in cui un 45enne ha dato un pugno a un infermiere del pronto soccorso dopo aver raccontato di essere stato picchiato dalla stessa persona. Questi fatti hanno spinto l’Usl a prendere provvedimenti concreti.

riorganizzazione degli spazi per prevenire aggressioni

Il direttore generale Giancarlo Bizzarri ha spiegato che l’Usl ha iniziato a riorganizzare gli spazi dei pronto soccorso, con l’obiettivo di mettere il personale al riparo da possibili aggressioni. L’attenzione è rivolta in particolare alla psichiatria e al pronto soccorso, dove i rischi sono maggiori. «Diventa importante anche il posizionamento degli arredi e la definizione dei percorsi per pazienti e familiari», ha specificato Bizzarri, riferendosi al caso della dottoressa colpita a Conegliano, che era girata di spalle. Gli arredi sono stati spostati per evitare che il personale si trovi in posizioni vulnerabili.

La riorganizzazione prevede percorsi e distribuzione degli arredi che consentano al personale di non dare le spalle ai pazienti. «Nel nuovo pronto soccorso in fase di realizzazione a Conegliano è stato verificato il progetto per quanto riguarda il layout anti-aggressioni», ha spiegato Bizzarri. «Anche il progetto della seconda fase della cittadella sanitaria di Treviso sarà oggetto di esame per la disposizione dei locali e i layout del nuovo pronto soccorso». Queste misure, anche se piccole, possono contribuire a prevenire e evitare colluttazioni nei luoghi a rischio.

un tavolo permanente per migliorare la sicurezza

Per affrontare la situazione in modo strutturato, l’Usl ha deciso di avviare un tavolo permanente con i rappresentanti dei dipendenti e i sindacati. L’iniziativa è volta a predisporre un piano con azioni migliorative per la sicurezza del personale. «Desidero azioni condivise per il bene dei nostri dipendenti», ha detto Bizzarri, sottolineando l’importanza della tutela del personale per garantire la qualità del servizio ai pazienti. Il tavolo include anche un confronto diretto con il prefetto e il questore, per valutare ulteriori misure di protezione.

Per il momento, la blindatura dei triage non è stata prevista, ma sono in atto altre misure. Il personale ha accesso a un servizio di supporto psicologico post aggressione, mentre sono stati distribuiti 110 braccialetti per lanciare SOS in caso di emergenza. Inoltre, nei pronto soccorso è presente la vigilanza privata e un posto di polizia operativo al Ca’ Foncello. La difficoltà nell’organico della polizia rappresenta un tema cruciale per le future strategie di sicurezza. Intanto, l’Usl sta studiando nuove iniziative per migliorare la protezione del personale. Domani, Bizzarri contatterà il prefetto Angelo Sidoti e il questore Alessandra Simone per fissare un incontro. L’obiettivo è creare un piano condiviso che possa ridurre i rischi e garantire un ambiente di lavoro sicuro per i medici e gli infermieri.