Se domani non torno: il film che racconta la storia di Giulia Cecchettin

Il film ispirato al libro del padre di Giulia Cecchettin, un’opera che affronta la violenza di genere e il trauma sociale.

Il film Se domani non torno, ispirato al libro Cara Giulia del padre di Giulia Cecchettin, rappresenta un tentativo di trasporre sullo schermo una storia che ha scosso l’Italia e ha segnato profondamente la società. La pellicola, in fase di produzione, nasce da un dolore privato e si trasforma in un racconto collettivo, che affronta la violenza di genere e le sue radici culturali. La morte di Giulia, avvenuta nel novembre 2023, ha scatenato una mobilitazione senza precedenti, con migliaia di persone che si sono radunate in piazza, portando cartelli e messaggi di denuncia. Erano scritte su cartelli, dipinte sui volti e impresse sulle mani di chi scendeva in strada.

Un libro che ha toccato l’Italia

Il libro Cara Giulia, pubblicato da Rizzoli nel 2024, è stato un’opera che ha toccato profondamente l’Italia. Gino Cecchettin, padre di Giulia, ha intrecciato memoria personale e analisi del contesto culturale in cui maturano i femminicidi. Il libro non si limita alla narrazione della vita di Giulia, ma diventa uno strumento per affrontare le radici della violenza di genere: il patriarcato interiorizzato, i bias cognitivi che distorcono la percezione delle vittime, la tendenza collettiva alla colpevolizzazione. È da questo nucleo narrativo che nasce l’idea di trasporre sullo schermo una storia che, oltre a lasciare un vuoto devastante, ha aperto una frattura nella coscienza pubblica.

Un film che racconta l’impatto sociale

Il film Se domani non torno tenterà di raccontare l’impatto sociale della vicenda e la consapevolezza nuova che ha generato. La genesi del progetto si basa su un’idea che nasce da una poesia diventata bandiera: “Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto. / Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”. Questi versi, ripresi nel titolo del film, sono stati ripetuti in piazza, sui volti e sulle mani di chi scendeva in strada. La mobilitazione, che ha attraversato città e generazioni, ha dimostrato come un dolore privato possa diventare patrimonio collettivo.

La partecipazione popolare non fu solo un atto di protesta: fu anche la prova di un dolore che, pur partendo da una famiglia, era diventato patrimonio dell’intera collettività. In quell’atmosfera carica di sgomento e rabbia, prese forma il contesto emotivo da cui Se domani non torno trae il proprio significato. Il film, che avrà una sceneggiatura firmata da Lisa Nur Sultan, si inserisce nel solco di una vicenda che ha segnato in modo indelebile il 2023, quando la ragazza venne uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, condannato all’ergastolo in via definitiva per omicidio.

La regia di Paola Randi e il riferimento autobiografico rappresentato dal volume di Gino Cecchettin costruiscono l’ossatura di un film che, già prima di vedere la luce, porta con sé un carico emotivo imponente. L’opera si inserisce nel solco di una vicenda che ha segnato in modo indelebile il 2023, quando la ragazza venne uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio dell’11 novembre 2023. Un evento che ha sconvolto la comunità nazionale e internazionale, portando a una mobilitazione senza precedenti.