Il Campo largo sale sul palco di Avs, tensioni e critiche al governo Meloni
Tensioni e critiche al governo Meloni a Bari, dibattito tra centrosinistra e leader del Movimento 5 stelle.

A Bari, il dibattito tra il centrosinistra e il governo Meloni si è acceso con tensioni e accuse reciproche. La premier ha lanciato un messaggio chiaro ai leader dell’opposizione, mentre il campo progressista cerca di accelerare la definizione del programma unitario. La campagna elettorale si prepara, ma le divisioni interne e le mancanze di coordinamento continuano a alimentare le tensioni. Il dibattito, che si svolge in un contesto di forte polarizzazione, ha visto la Meloni sottolineare la sua determinazione a non mollare, mentre i suoi avversari hanno puntato su una critica dura e costruttiva.
Le critiche al governo e il dibattito a Bari
Da Bari, Giorgia Meloni ha fatto capire ai leader del centrosinistra come li incalzerà in campagna elettorale. Non hanno un programma, non si sa chi guida la coalizione, non sono d’accordo nemmeno sulle primarie, stanno insieme solo per mandare a casa Meloni. Nel Pd non nascondono che «dobbiamo levarle al più presto questi argomenti». Per il campo progressista è il momento di accelerare. «Entro novembre il programma e poi le primarie», dice il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia. Il primo appuntamento per dare un segnale in questo senso sarà martedì sera, in occasione della festa di Avs, quando si ritroveranno sullo stesso palco Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
«Gran parte del programma è già pronta, sono le proposte di legge e le battaglie comuni portate avanti in Parlamento», ripetono spesso sia Schlein che Conte. Però sanno che nelle prossime settimane va messo nero su bianco, inserito in una cornice politica, condiviso anche con chi non è in Parlamento e si avvicina (dal centro) alla coalizione. Gli ultimi giorni di settembre potrebbero essere quelli giusti per aprire il famoso tavolo di confronto.
La critica al governo Meloni è dura e si concentra su quattro anni di inerzia e politiche disastrose.
Le reazioni del centrosinistra e le accuse di propaganda
Finita la festa dell’Unità e archiviato l’evento conclusivo di Nova, il percorso di consultazione della base del Movimento 5 stelle, non ci saranno più scuse. Bisogna costruire, anche per scrollarsi di dosso l’accusa di saper solo criticare e dare addosso a Meloni. «Quattro anni di propaganda, che non cancellano le politiche disastrose sul piano economico e sociale», dice Bonelli, presente al flash mob. Secondo Conte, «la longevità è un dato di fatto temporale, se non corrisponde all’attenzione ai bisogni degli italiani. Quattro anni di nulla, di inerzia – dice il presidente del Movimento 5 stelle – non sono una nota di merito, ma anzi un’aggravante».

Altrettanto dura Schlein, che fa notare come «mentre Meloni festeggia a Bari, partono 2500 lettere di licenziamento a Taranto destinate ai lavoratori dell’indotto Ex Ilva. Anziché perdere tempo ad autocelebrarsi – attacca la segretaria Pd – il governo dovrebbe affrontare i nodi che in questi quattro anni non ha saputo risolvere».
Le accuse di propaganda e di inutilità del governo Meloni si fanno sempre più forti.
Matteo Renzi dice che Meloni «può rivendicare soltanto quanto è rimasta a Palazzo Chigi, il pallottoliere delle riforme sta a zero». Mentre Riccardo Magi definisce il governo «inutilmente e dannosamente longevo», che vuole la nuova legge elettorale per «imbullonarsi» al potere. Carlo Calenda fa un bilancio via social e ci mette anche le «cose positive» fatte da Meloni, come i «conti e lo spread» e «la linea sull’Ucraina». Tra le note dolenti «le illusioni trumpiane» e l’«introduzione di reati inutili». Infine, le «cose vacue e slogan: il resto» Leggi i commenti I commenti dei lettori Acquista da 0.7€ /sett Video Leggi anche Meloni da Bari lancia tre sfide. Ma sulla data delle urne non c’è intesa con gli alleati. L’opposizione accusa: pura propaganda. Il dibattito si chiude con un clima di tensione, ma anche di attesa per il futuro delle elezioni e delle prossime mosse politiche.
