Bonifiche Ferraresi espande il modello agricolo in Mauritania per sviluppare filiere locali

Bonifiche Ferraresi punta a estendere il modello agricolo in Mauritania per sviluppare filiere locali e ridurre l’importazione di cereali.

Un gruppo italiano sviluppa un progetto agricolo in Mauritania per migliorare la produzione locale e ridurre l'importazione di cereali
Un gruppo italiano sviluppa un progetto agricolo in Mauritania per migliorare la produzione locale e ridurre l’importazione di cereali

La Bonifiche Ferraresi (Bf), gruppo agroindustriale italiano, ha iniziato trattative con il governo della Mauritania per sviluppare un progetto agricolo di grandi dimensioni nella regione sud-occidentale di Brakna. L’obiettivo è replicare in Africa un modello che integra tecnologie, irrigazione, meccanizzazione e formazione, con l’obiettivo di rafforzare la filiera cerealicola locale e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Il progetto, che potrebbe interessare una superficie compresa tra 10 e 20 mila ettari, si inserisce nel quadro del Piano Mattei, strategia italiana per rafforzare la presenza economica in Africa e promuovere la sicurezza alimentare.

Un modello agricolo integrato per la Mauritania

Il progetto prevede la coltivazione di grano, riso, mais e palma da olio, accompagnata da una componente dedicata alla formazione degli agricoltori. La collaborazione con la Société nationale de développement rural (Sonader), agenzia governativa per lo sviluppo rurale, è cruciale per garantire l’implementazione efficace del piano. L’obiettivo è rafforzare le capacità di irrigazione dell’area, con l’installazione di nuovi canali, e introdurre sistemi di stoccaggio e trasformazione delle produzioni. La Mauritania, che ha già iniziato a sviluppare una filiera nazionale del grano, cerca di ridurre la sua dipendenza dalle importazioni, un obiettivo che trova nel modello italiano un partner strategico.

La Mauritania punta a sviluppare una filiera cerealicola nazionale, riducendo la dipendenza dalle importazioni. Il progetto di Bf potrebbe rappresentare un’occasione per accelerare questa transizione, grazie a un modello che combina tecnologie, irrigazione e formazione. La collaborazione con l’Italia potrebbe portare a una maggiore autonomia alimentare e a una produzione locale sostenibile.

Un’espansione in Africa che va oltre l’Algeria

L’espansione africana di Bf non si limita all’Algeria, dove nel luglio 2024 ha avviato un progetto agroindustriale di 36 mila ettari a Timimoun. In Ghana, il gruppo ha iniziato lo sviluppo di una tenuta agricola di 5 mila ettari ad Aveyime-Battor, mentre in Senegal ha firmato un protocollo d’intesa per 10 mila ettari. In Costa d’Avorio, nel settembre 2025, Bf ha firmato una convenzione di investimento da 134 milioni di euro per sviluppare una fattoria pilota di 10 mila ettari a Tagadi. Questi progetti, che combinano grandi superfici, irrigazione, meccanizzazione e formazione, rappresentano un modello replicabile in altri Paesi africani.

La Mauritania ha già iniziato a sviluppare una filiera nazionale del grano, con un primo risultato positivo nel marzo 2024, quando una sperimentazione di coltivazione del grano su 200 ettari ha registrato rese tra le quattro e le cinque tonnellate per ettaro. Questo risultato ha dimostrato la fattibilità del modello e ha reso più concreto l’interesse del governo mauritano per il progetto di Bf. La Mauritania, entrata nel gennaio 2025 nella lista dei Paesi partner del Piano Mattei, ha visto il progetto di Bf come un’opportunità per accelerare lo sviluppo della filiera cerealicola. La collaborazione con l’Italia potrebbe portare a una maggiore autonomia alimentare e a una riduzione delle importazioni, grazie a una produzione locale sostenibile. La cooperazione italiana, attraverso strumenti come la «Misura Africa» gestita da Simest, offre finanziamenti agevolati per supportare gli investimenti produttivi e la formazione degli agricoltori.