Veronica Panarello condannata a 30 anni per omicidio figlio Loris, il padre: «Finalmente è finita»

La madre di Loris, Veronica Panarello, è stata condannata a 30 anni per omicidio e occultamento del cadavere. Il padre commenta: «Finalmente è finita».

La madre di Loris, Veronica Panarello, è stata condannata definitivamente a 30 anni di reclusione per l’omicidio del figlio, avvenuto nel 2014, e per l’occultamento del cadavere. La sentenza, emessa dalla Cassazione, ha respinto il ricorso presentato dalla donna contro la condanna della Corte d’assise d’appello di Catania, confermata nel 2018. Il padre del bambino, Andrea Stival, ha commentato con un semplice «Finalmente è finita», esprimendo un sollievo dopo anni di processo e tensione familiare.

La tragedia e il processo

Loris, un bambino di 8 anni, fu strangolato con delle fascette di plastica il 29 novembre 2014 nella casa di famiglia a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Il corpo fu ritrovato in un canalone. La donna, Veronica Panarello, aveva dichiarato di aver portato il figlio a scuola, ma le telecamere di sorveglianza hanno smentito questa versione. In seguito, lei ha modificato più volte le sue dichiarazioni, senza mai fornire una spiegazione plausibile per l’atto criminoso.

La sentenza e le contestazioni

Il processo, celebrato con il rito abbreviato, ha visto la condanna di Veronica Panarello da parte del Gup di Ragusa, Andrea Reale, il 17 ottobre 2016. La sentenza fu confermata in appello il 5 luglio 2018. Il ricorso presentato davanti alla Cassazione verteva su dieci punti, tra cui l’elemento soggettivo del reato e la contraddizione tra dolo d’impeto e pianificazione. L’avvocato del pubblico ministero, Roberta Barberini, ha sottolineato l’assenza di nesso tra i tratti istrionici e narcisistici della personalità della donna e il delitto. La Cassazione ha respinto le contestazioni, confermando la condanna.

La donna aveva anche accusato il suocero, Andrea Stival, di essere l’autore materiale del delitto, in seguito a una presunta relazione tra lui e la madre. Questa accusa ha portato a un processo per calunnia, che si terrà il 26 novembre a Ragusa. Inoltre, la donna ha rivolto minacce di morte al suocero dopo la lettura della sentenza, urlando: «Prega Dio che ti trovo morto, altrimenti ti ammazzo con le mie mani quando esco».

Le reazioni e le prossime mosse

Il difensore della donna, l’avvocato Francesco Villardita, ha commentato: «Ce lo aspettavamo». Il padre di Loris, Andrea Stival, ha espresso un sollievo con la frase: «Finalmente è finita». L’avvocato Daniele Scfrofani ha sottolineato che «la Giustizia ha messo un punto definitivo su questa tragica e drammatica vicenda». Il processo per calunnia contro il suocero è in programma il 26 novembre, mentre il 24 gennaio inizierà il processo per le minacce di morte.