Dario Baccin, il nuovo Chief Sport Officer dell’Inter: da vice di Ausilio a gestore di undici rinnovi
Dario Baccin assume il ruolo di Chief Sport Officer dell’Inter, gestendo undici contratti in scadenza tra 2027 e 2028.

Il nuovo volto dell’area sportiva nerazzurra
Dario Baccin è il nuovo Chief Sport Officer dell’Inter, un ruolo che lo colloca al vertice dell’area sportiva dopo la separazione da Piero Ausilio. NATO a Novara il 27 agosto 1976, Baccin ha trascorso buona parte della sua carriera da calciatore come difensore e esterno, giocando per club come Juventus, Napoli e Rimini. Dopo il ritiro, ha iniziato a lavorare nel settore dirigenziale, occupando ruoli di scouting e gestione del settore giovanile. La sua esperienza interna all’Inter lo ha portato a prendere il posto di Ausilio, con l’obiettivo di gestire undici contratti in scadenza tra il 2027 e il 2028.
La gestione di undici rinnovi è il cuore del suo mandato. Entro l’estate del 2027, l’Inter dovrà decidere il futuro di giocatori come Federico Dimarco, Hakan Calhanoglu, Henrikh Mkhitaryan e Raffaele Di Gennaro, i cui contratti scadranno nel 2027. Mentre Bastoni, Marcus Thuram, Carlos Augusto, Manuel Akanji, John Stones, Benjamin Pavard e Piotr Zielinski entreranno nell’ultimo anno dei loro accordi nel 2028. Baccin dovrà affrontare decisioni complesse, soprattutto per giocatori come Thuram, il cui trasferimento a parametro zero nel 2023 potrebbe generare una plusvalenza se ceduto prima della scadenza.
Un passato legato a Rimini e al calcio
Baccin ha vissuto un periodo significativo a Rimini, dove ha giocato per la squadra e ha anche avviato un’esperienza fuori dal calcio. Nel 2008, ha condiviso la gestione del Tortuga Beach, Bagno 67, insieme all’ex compagno Paolo Bravo. La Riviera ha occupato uno spazio particolare nella sua storia, tanto da essere il luogo in cui ha iniziato a lavorare dietro la scrivania. Nel 2010, dopo il ritiro, ha preso la responsabilità dell’area tecnica del Real Rimini, ma l’esperienza si è interrotta dopo poche settimane. Baccin ha spiegato allora: “Quello non è affatto il mio stile”, riferendosi alla sua visione del calcio, diversa da quella della dirigenza locale.
Un percorso di crescita nel calcio
Dopo le dimissioni da Rimini, Baccin ha ottenuto l’abilitazione da direttore sportivo a Coverciano e ha iniziato a lavorare come osservatore del Siena, poi ha seguito Giorgio Perinetti al Palermo, dove è diventato direttore dell’area tecnica e responsabile del settore giovanile. La FIGC lo ha incluso nell’elenco dei direttori sportivi con la data di nascita 27 agosto 1976. La chiamata all’Inter è arrivata nel 2017, quando è stato affidato la gestione dei giovani professionisti in prestito, la supervisione della Primavera e la collaborazione con Ausilio sul calciomercato. Da allora, ha lavorato soprattutto sullo scouting internazionale, con missioni frequenti in Sudamerica, e ha progressivamente ampliato le sue responsabilità.
La costruzione dell’Under 23 e il futuro
Nell’ultimo periodo, Baccin ha seguito direttamente la costruzione dell’Under 23 nerazzurra, un progetto che Beppe Marotta ha citato esplicitamente nel comunicato con cui l’Inter lo ha promosso Chief Sport Officer. Questo ruolo rappresenta un passo importante nella sua carriera, che lo porta a prendere decisioni chiave per il futuro del club. Con undici contratti da gestire e una rosa da programmare, Baccin dovrà affrontare sfide complesse, ma la sua esperienza interna all’Inter lo mette in una posizione privilegiata per prendere decisioni informate e strategiche.
