La filiera 4+2 e le disuguaglianze nella formazione tecnico-professionale: le voci degli studenti

Save the Children presenta un dossier sull’efficacia della filiera 4+2 nella formazione tecnico-professionale e le disuguaglianze territoriali.

Studenti di istituti tecnici e professionali discutono le opportunità e i limiti della filiera 4+2 nella formazione professionale
Studenti di istituti tecnici e professionali discutono le opportunità e i limiti della filiera 4+2 nella formazione professionale

La filiera 4+2 nella formazione tecnico-professionale rappresenta un tentativo di riforma per semplificare e rendere più accessibile il percorso scolastico, ma per molti studenti resta un’opzione poco chiara e accessibile. N., uno dei 64 ragazzi intervistati da Save the Children, racconta come a 14 anni, quando si sceglie la scuola superiore, sia difficile capire subito cosa si vuole fare in futuro. La scelta del percorso scolastico, spesso fatta in modo superficiale, rischia di concentrare gli studenti troppo presto in un settore, riducendo le loro possibilità di lavoro anche fuori dal contesto scelto. La filiera 4+2, introdotta nel 2026/27, prevede percorsi quadriennali con accesso diretto agli ITS Academy, ma la sua efficacia dipende da una serie di fattori complessi.

Disuguaglianze territoriali e accesso alla formazione

La distribuzione della formazione professionale in Italia mostra una geografia molto diseguale. Il Nord concentra il 67,4% degli iscritti ai percorsi tecnici e professionali, con la Lombardia che raccoglie quasi un terzo a livello nazionale. Questa concentrazione rischia di accentuare le disuguaglianze territoriali, poiché in molte regioni meridionali l’offerta è frammentata o poco visibile. La riuscita della filiera 4+2 non dipende soltanto dalle regole nazionali, ma anche dalla capacità di trovare sullo stesso territorio scuole, enti di formazione e imprese disponibili a collaborare. Per gli studenti, la questione centrale è la possibilità di tornare indietro, correggere una decisione o cambiare indirizzo senza accumulare ritardi o perdere opportunità.

Le sfide dell’orientamento e la selezione implicita

Non sempre sono chiare le differenze fra titoli, le connessioni tra i quattro anni e gli ITS Academy, le possibilità di passaggio fra percorsi diversi e gli sbocchi dopo il diploma. Per Save the Children, l’orientamento rischia di riprodurre stereotipi e disuguaglianze, anziché contrastarli. R., al quarto anno di un istituto professionale, racconta le difficoltà di centinaia di ragazzi a cui capita di trovare un indirizzo scolastico che gli piace, ma doversi confrontare con la distanza da casa o i costi elevati del materiale richiesto per i corsi. Questi ostacoli, spesso legati a condizioni economiche o a contesti sociali marginali, possono spingere molti ragazzi ad abbandonare la scuola o a compiere scelte di cui non sono pienamente convinti.

Il dossier di Save the Children definisce l’insieme degli ostacoli che spingono molti ragazzi ad abbandonare la scuola o a compiere scelte di cui non sono pienamente convinti come “selezione implicita”. Non si tratta di un’esclusione dichiarata, ma di una serie di vincoli che ricadono sui ragazzi che provengono da famiglie con minori risorse, hanno un background migratorio, vivono in territori con meno servizi o arrivano alle superiori dopo percorsi scolastici già accidentati. La filiera 4+2, se pensata come un percorso continuo, potrebbe essere utile, ma se diventa troppo rigida rischia di non intercettare proprio i bisogni di chi ha meno margini per scegliere bene alla prima occasione.

Anche la promessa di un accesso più diretto al lavoro va misurata nei fatti. Le imprese dichiarano difficoltà a reperire diplomati tecnici e professionali nel 47% dei casi, quota che sale al 57,3% per i diplomati ITS. Tuttavia, il collegamento tra formazione e lavoro non può limitarsi a coprire posti vacanti: deve tradursi in impieghi qualificati, salari adeguati, sicurezza e prospettive di crescita. Per gli studenti, la filiera 4+2 rappresenta un’opportunità, ma solo se accompagnata da una rete di supporto che permetta loro di scegliere con maggiore consapevolezza e senza ostacoli.