Gloria Steinem, icona del femminismo e dei diritti delle donne, è morta a 92 anni
Gloria Steinem, icona del femminismo e dei diritti delle donne, è morta a 92 anni. La sua eredità è legata a Ms. Magazine e alla seconda ondata femminista.

Gloria Steinem, una delle figure più influenti del femminismo, è morta a 92 anni. La notizia è stata diffusa dalla famiglia e dai canali ufficiali della sua fondazione, che hanno riferito che la scrittrice, giornalista e attivista è deceduta in pace nella sua casa a New York, circondata da alcune delle persone che l’amavano. Steinem, considerata un simbolo della seconda ondata femminista, ha dedicato la sua vita a combattere per i diritti delle donne, con un focus su temi come l’aborto, la contraccezione, la violenza e la disparità salariale.
La nascita di Ms. Magazine
La rivoluzione di Gloria Steinem cominciò ascoltando le donne. Nello stesso periodo in cui il femminismo cambiò il suo modo di guardare il mondo, nacque «Ms.», la rivista che avrebbe dato al femminismo americano una voce nazionale. Steinem, insieme a Dorothy Pitman Hughes e Patricia Carbine, fondò la prima rivista femminista venduta su scala nazionale. L’idea era di creare uno spazio in cui le donne potessero parlare delle loro esperienze in modo diverso da quanto era stato fatto finora. La rivista, che si chiamava «Ms. Magazine», fu un successo immediato, vendendo 300mila copie in pochi giorni e ricevendo lettere di lettrici entusiaste.
Steinem ha portato al centro della politica ciò che fino ad allora era stato considerato affare privato delle donne: l’aborto e la contraccezione, la violenza, il lavoro domestico, le discriminazioni, la disparità salariale. La sua capacità di combinare l’ironia con l’attivismo le ha dato un’identità unica nel panorama nazionale. Una delle frasi più famose di Steinem è: «Nel mio cuore, credo che una donna abbia due scelte: o è femminista o è masochista».
Un simbolo della seconda ondata
Steinem è diventata un simbolo della seconda ondata femminista negli anni Settanta, un periodo in cui il movimento si espanse oltre il suffragio femminile, per arrivare a una più ampia campagna per la parità sul lavoro, in famiglia e di fronte alla legge. Come giornalista e fondatrice di «Ms.», ha portato al centro della politica ciò che fino ad allora era stato considerato affare privato delle donne. La sua eredità è legata non solo alle battaglie combattute, ma anche alla creazione di un’istituzione che ha dato voce a milioni di donne.
La fondazione che porta il suo nome, «Gloria’s Foundation», ha ricordato come le sue parole, le sue azioni e il suo esempio abbiano aiutato le persone a essere più vere. «Ha trascorso i suoi ultimi anni facendo le due cose che amava di più: essere in comunità con gli altri e scrivere». La sua morte segna la fine di un’era, ma il suo lavoro continuerà a influenzare il mondo delle donne per molto tempo.
