Il 2026 potrebbe segnare un nuovo record di esecuzioni capitali negli Stati Uniti
Aumento delle esecuzioni capitali negli Stati Uniti nel 2026, con la Florida a testa del record.

Il 2026 potrebbe segnare un nuovo record di esecuzioni capitali negli Stati Uniti, con un aumento del numero di giustiziati rispetto all’anno precedente. A settembre, il numero di esecuzioni ha raggiunto quota 24, un dato ridotto rispetto alle centinaia di condanne eseguite negli anni Novanta e primi Duemila, ma in crescita rispetto al periodo post-Covid. La Florida, uno dei pochi Stati del Sud che mantengono la pena di morte, si avvicina al record assoluto di 19 esecuzioni, registrato nel 2025. Il governatore Ron DeSantis ha dichiarato che l’amministrazione farà “più esecuzioni di qualsiasi amministrazione nella storia dello Stato”, ma ha ammesso che si tratta di un fatto pesante, non di un orgoglio.
La Florida al centro del dibattito
La Florida è al centro del dibattito sull’uso della pena di morte, con un numero di esecuzioni che ha sfiorato la metà delle condanne totali negli Stati Uniti per due anni consecutivi. Il governatore ha firmato mandati a ritmi mai visti prima, con un intervallo tra un’esecuzione e l’altra che si è ridotto quasi a una ogni 14 giorni, culminando in un picco a luglio, quando due uomini sono stati messi a morte a poche ore di distanza l’uno dall’altro. Questo aumento è legato alla scelta politica dell’amministrazione Trump di non ridurre le condanne a morte, a differenza del predecessore Biden, che aveva introdotto una moratoria federale e ha commutato le sentenze di 37 detenuti federali nel braccio della morte.
La scelta del presidente Trump di espandere l’uso della pena di morte ha ostacolato i piani del predecessore Biden, che aveva introdotto una moratoria federale. Anche se dal 2021 non ci sono state esecuzioni federali, l’amministrazione Trump ha firmato un ordine esecutivo per garantire che gli Stati abbiano sempre una fornitura sufficiente di farmaci per le iniezioni letali, che sono quelle più attuate dal 1976. Il numero totale delle esecuzioni federali è di 1487, un dato che conferma l’uso crescente della pena di morte negli Stati Uniti.
Un paradosso tra condanne e esecuzioni
Nonostante l’aumento delle esecuzioni, la diminuzione delle condanne capitali segna un paradosso. Nella prima metà dell’anno, sono state emesse 12 condanne in sette Stati, ma solo sette sono state decise da giurie unanimi. Molti dei casi in cui le giurie hanno scelto la pena di morte sono stati condannati a ergastolo almeno 19 volte, secondo i dati del Death Penalty Information Center. Inoltre, la popolazione carceraria nel braccio della morte è scesa sotto le 2.000 persone per la prima volta dagli anni Ottanta, un dato che suggerisce una riduzione del numero di condanne.
La popolarità della pena di morte, tuttavia, si sta riducendo. Secondo il sondaggio Gallup, il 52% degli intervistati è favorevole, il livello più basso dal 1972. Al contrario, il Pew Research Center segnala un 66% di favorevoli alla pena capitale per omicidio, anche se il 59% crede che non sia un deterrente. Questi dati suggeriscono una contraddizione tra la crescita delle esecuzioni e la decrescita della popolarità della pena di morte, un tema che continua a dividere l’opinione pubblica negli Stati Uniti.
La Florida si avvicina al record assoluto di 19 esecuzioni, registrato nel 2025. Il governatore DeSantis ha firmato mandati a ritmi mai visti prima, con un intervallo tra un’esecuzione e l’altra che si è ridotto quasi a una ogni 14 giorni. Questo aumento è legato alla scelta politica dell’amministrazione Trump di non ridurre le condanne a morte.
