Piero Ausilio, 28 anni di Inter: colpi di genio e flop sul mercato
Piero Ausilio, 28 anni di Inter, analizza i successi e i fallimenti del mercato nerazzurro.

Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, ha vissuto quasi trent’anni con la squadra nerazzurra, guidando 25 sessioni di mercato e contribuendo alla costruzione di diverse generazioni di giocatori. Dopo quasi 28 anni al club, il rapporto tra Ausilio e l’Inter sembra volgersi al termine. Il contratto del dirigente scade nel giugno 2027, ma il rinnovo non è stato proposto o accettato. Le parti lavorano a una risoluzione consensuale che potrebbe chiudere in anticipo un rapporto iniziato nel gennaio 1998. Tra successi e fallimenti, il lavoro di Ausilio ha lasciato un segno indelebile sul mercato nerazzurro.
Un percorso di successi e errori
Dal 2014, quando ha assunto direttamente la responsabilità del mercato, l’Inter ha conquistato 3 Scudetti, 3 Coppe Italia e 3 Supercoppe italiane. In 16 anni, i trofei nerazzurri sono 15: una Champions League, un Mondiale per club, quattro Scudetti, cinque Coppe Italia e quattro Supercoppe italiane. I numeri di Ausilio parlano chiaro: 25 mercati e oltre 1,3 miliardi di euro di acquisti. Tra i giocatori più riusciti, spiccano Lautaro Martinez, Barella e Bastoni, che hanno diventato colonne portanti della squadra e della Nazionale.
La Top 11 di Ausilio: Lautaro, Barella e Bastoni guidano la squadra dei colpi riusciti
La Top 11 di Ausilio, composta da giocatori come Onana, Hakimi, Perisic, Calhanoglu e Thuram, rappresenta l’apice del lavoro del direttore sportivo. Lautaro, arrivato giovanissimo dall’Argentina, è diventato capitano e simbolo della squadra. Barella e Bastoni, invece, sono diventati pilastri della difesa e del centrocampo. La formazione, schierata in un 3-5-2, ha portato l’Inter a vincere importanti titoli, con l’aiuto di allenatori come Antonio Conte.
Operazioni di alto impatto, ma non sempre riuscite
Nonostante i successi, il lavoro di Ausilio non è stato privo di errori. Tra i giocatori non riusciti, si segnala la presenza di Mehdi Taremi e Joaquin Correa, due acquisti che non hanno garantito il contributo offensivo atteso. Al centrocampo, giocatori come Valentino Lazaro, Roberto Gagliardini, Kristjan Asllani e Geoffrey Kondogbia non hanno sempre trovato il loro spazio. Anche Dalbert, acquistato in prestito, non ha dato i frutti sperati.
La Flop 11: da Dalbert e Lazaro fino a Correa e Taremi
La Flop 11, composta da giocatori come Godin, Vidic, Miranda, Lazaro, Gagliardini, Asllani, Kondogbia e Dalbert, rappresenta un elenco di acquisti che non hanno dato i risultati attesi. Anche se alcuni di questi giocatori avevano un passato di successo, la loro presenza a Milano non ha sempre portato i benefici sperati. Tra i nomi più discusi, si segnala Joaquin Correa e Mehdi Taremi, due operazioni che non hanno garantito la competitività offensiva richiesta.
Un rapporto lungo 28 anni, in bilico
Ausilio ha attraversato un periodo di grandi cambiamenti, passando da una proprietà a un’altra, con presidenti, allenatori e strategie diverse. Ha lavorato sotto Massimo Moratti, Erick Thohir, Steven Zhang e il fondo statunitense Oaktree. Nonostante le sfide, il direttore sportivo è rimasto fedele al club, contribuendo alla costruzione di diverse generazioni di giocatori. Ora, però, il rapporto sembra volgersi al termine. L’Inter ha proposto un prolungamento annuale alle condizioni attuali, ma Ausilio non lo considera sufficiente. Una separazione anticipata potrebbe diventare una realtà. Se le parti arriveranno alla risoluzione consensuale, Ausilio lascerà l’Inter dopo aver diretto 25 mercati e aver contribuito alla costruzione di diverse squadre. Il suo lavoro, seppur non perfetto, ha lasciato un segno indelebile sul mercato nerazzurro. Tra successi e fallimenti, il direttore sportivo ha dimostrato di essere un professionista in grado di affrontare le sfide del calcio moderno.
