Fontana dell’Appiani usata come doccia da richiedenti asilo: residenti in rivolta
Fontana dell’Appiani utilizzata come doccia da richiedenti asilo, residenti segnalano disagio e tensioni.

La fontana di piazza delle Istituzioni all’Appiani, progettata dall’archistar Mario Botta negli anni Duemila, è diventata un punto di tensione per i residenti di Treviso. In pieno giorno, un gruppo di richiedenti asilo, per lo più di origine asiatica, ha utilizzato la fontana come bagno pubblico, con scene che ricordano una doccia in piena luce. La situazione ha suscitato proteste e preoccupazioni tra i cittadini, che segnalano un degrado crescente e un aumento di episodi di comportamenti molesti. Il sindaco Mario Conte ha espresso la sua preoccupazione, definendo la situazione “inaccettabile”, e ha chiesto interventi da parte delle istituzioni.
Un uso improprio di un bene pubblico
La fontana, un simbolo architettonico di rilievo, è stata utilizzata in modo inappropriato da un gruppo di richiedenti asilo che si è stabilito nel parco Appiani. La scena è stata ripresa da un video sabato mattina, mostrando un flacone di shampoo appoggiato sul bordo e una testa insaponata sotto il getto d’acqua, con solo i mutandoni addosso. Questo episodio rappresenta solo l’ultimo di una serie di situazioni che i residenti hanno segnalato alle istituzioni senza ottenere risposte soddisfacenti.
La situazione sta diventando insostenibile per i cittadini.
Da quando al parco Dal Negro sono iniziati i lavori per blindarlo con griglie anti intrusione e ingresso solo con ticket, chi prima dormiva lì ha spostato la sua permanenza all’Appiani. Il numero di senza fissa dimora è esponenzialmente aumentato, con giacigli di fortuna che compaiono di notte e scompaiono all’alba. Chi passa la notte all’aperto non può scomparire, ma deve arrangiarsi per lavarsi, anche se a costo di utilizzare la fontana pubblica. In alcuni casi, i richiedenti asilo hanno iniziato a riempire furtivamente taniche con acqua potabile, usando le fontanelle private di condomini e abitazioni.
Un aumento di tensioni e minacce
La situazione si è aggravata con l’arrivo di una banda di minorenni, tra i 14 e i 16 anni, che ha scelto l’Appiani come luogo per atti di vandalismo e intimidazioni. Questi episodi hanno alimentato una crescente tensione tra i residenti e i gruppi di persone che si stazionano nell’area. I cittadini segnalano comportamenti molesti, minacce e reazioni ostili quando vengono richiamati a lasciare l’area. Di sera, la situazione è particolarmente critica, con alcune persone che abitualmente stazionano nel parcheggio in stato di alterazione, con comportamenti riconducibili all’abuso di alcol.
La comunità chiede interventi concreti.
I residenti hanno deciso di farsi sentire, inviando numerose Pec al Comune, alla Polizia locale e alla Prefettura. Hanno segnalato un aumento del numero di persone presenti nell’area e episodi ricorrenti di abbandono di rifiuti e degrado. I problemi aumentano quando i richiedenti asilo utilizzano le fontanelle private e i proprietari li invitano ad andarsene, con reazioni ostili soprattutto quando sono presenti in gruppo. Il sindaco Mario Conte ha espresso il suo disappunto, affermando che la piazza non è un bagno pubblico e che la situazione richiede un intervento coordinato da parte di tutte le autorità.
Il consigliere comunale Davide Acampora ha sottolineato l’importanza del rispetto per il bene essenziale che è l’acqua, ma ha anche espresso la sua preoccupazione per l’uso improprio della fontana pubblica e per il fatto che i condomini siano costretti a garantire un servizio che dovrebbe essere gestito da strutture competenti. La comunità chiede interventi concreti per tutelare i cittadini e garantire decoro, igiene e pulizia.
