Gli studenti italiani si trovano sempre più in difficoltà a trovare casa: inflazione e studentati privati complicano la situazione
Gli studenti italiani trovano sempre più difficile trovare casa a causa dell’inflazione e della crescita degli studentati privati.

Da settembre, quando inizia l’anno accademico, gli studenti italiani si trovano sempre più in difficoltà a trovare casa. L’aumento dell’inflazione e la crescita degli studentati privati sono i principali fattori che complicano la situazione. Secondo il report di SoloAffitti, il canone di una stanza singola oscilla tra i 350 e i 500 euro al mese, ma con l’inizio dell’anno accademico si è riacceso il dibattito tra chi chiede un rafforzamento dell’offerta pubblica e chi propone l’uso di strutture private per garantire posti letto agli studenti.
La domanda cresce, ma l’offerta non segue
Il mercato immobiliare per gli studenti è in evoluzione. In molte città, soprattutto a Milano, gli studentati privati stanno ridisegnando le logiche della domanda. La domanda cresce dove l’offerta formativa delle università è percepita come più innovativa, mentre ristagna nelle realtà che richiamano meno. La forbice territoriale resta molto ampia: dai 150 euro al mese per una stanza singola a Potenza, fino alle punte di 1000 euro per case in fascia “premium” a Roma, come attorno alla Luiss.
Le soluzioni alternative si fanno strada
Un segmento a parte riguarda le stanze doppie in immobili già destinati agli affitti brevi e riconvertiti in case per studenti, che arrivano a costare 1200-1500 euro al mese. Ma anche qui ci sono delle novità: le richieste di stanze in case private scende con il successo degli studentati, soluzioni abitative specificamente destinate agli universitari e spesso dotati di ogni tipo di servizio, dal cambio biancheria, alla mensa e alla palestra. Per gli studenti, però, il canone non è soltanto una voce di spesa. Quando il costo dell’alloggio diventa insostenibile, scegliere un ateneo lontano da casa smette di essere una possibilità concreta. Il tema degli affitti entra così nel perimetro del diritto allo studio. Negli ultimi anni, da Nord a Sud, le tende davanti agli atenei hanno reso visibile proprio questo nesso: il diritto alla casa come condizione materiale per poter studiare.
Le proposte per risolvere il problema
Il caso più interessante è Pisa, città che ospita l’Università statale, la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna, e che ogni anno accoglie centinaia di fuorisede. Secondo il report di SoloAffitti, il canone di una stanza singola oscilla tra i 350 e i 500 euro al mese, ma con l’inizio dell’anno accademico si è riacceso il confronto tra chi chiede un rafforzamento dell’offerta pubblica e chi, invece, propone anche l’impiego di strutture private per garantire posti letto agli studenti.
La soluzione, secondo Sinistra Per…, passerebbe dal ripristino dell’affitto concordato, da un regolamento regionale che limiti la proliferazione di B&b e da un maggiore investimento negli alloggi pubblici. Di tutt’altro avviso Matteo Latrofa, esponente di Azione universitaria in Senato accademico, che accusa la regione di non aver garantito un numero sufficiente di posti letto pubblici, lasciando migliaia di studenti senza casa. La soluzione potrebbe essere affidarsi ai privati, ma usando Dsu, il Diritto allo Studio Universitario, come intermediario che acquisti i posti letto dalle strutture per poi assegnarli agli studenti a prezzi calmierati.
