Annullata condanna a Maria Angioni per false dichiarazioni nel caso Denise Pipitone
Cassazione annulla condanna a ex pm Maria Angioni per false dichiarazioni nel caso Denise Pipitone.
La Cassazione ha annullato la condanna a un anno di carcere inflitta a Maria Angioni, ex sostituto procuratore della Repubblica di Marsala, per il reato di false dichiarazioni al pubblico ministero nel caso Denise Pipitone. L’annullamento riguarda un processo in cui Angioni era stata accusata di aver infangato l’operato della polizia con dichiarazioni considerate false. L’ex pm, che aveva indagato sulla scomparsa della bambina nel 2004-2005, aveva rilasciato dichiarazioni in diretta su un programma televisivo, accusando alcuni colleghi di errori e omissioni durante le indagini. La decisione della Suprema Corte ha reso definitiva l’annullamento delle pronunce dei giudici di merito e della Corte d’Appello di Palermo, che avevano condannato Angioni per false informazioni al pubblico ministero.
False dichiarazioni e contestazioni processuali
Le tre dichiarazioni fatte da Angioni sono state considerate false dagli inquirenti. La prima riguardava la disattivazione di una telecamera, che l’ex pm aveva riferito come fosse stata decisa a sua insaputa dalla polizia. In realtà, la telecamera era stata attivata su richiesta della polizia e disattivata su decisione della Procura, ufficio di Angioni. La seconda dichiarazione riguardava l’accusa di fughe di notizie, con la quale Angioni aveva raccontato di aver deciso di sottrarre l’ascolto delle intercettazioni agli agenti del commissariato di Mazara. Dalle indagini è emerso che Angioni aveva restituito l’incarico di ascoltare le intercettazioni alla polizia, una condotta considerata poco coerente. La terza dichiarazione riguardava un ex dirigente del commissariato di Marsala, Antonio Sfameni, accusato di «anomalie» nell’inchiesta, circostanza smentita.
La Cassazione ha accolto le censure sollevate dai difensori di Angioni, Stefano Giordano e Giovan Battista Lauricella, che hanno sottolineato violazioni procedurali nel processo. Le garanzie difensive nella fase delle dichiarazioni rese e la legittimità degli atti introduttivi del giudizio sono state ritenute non rispettate. I giudici hanno rimesso in discussione il processo costruito dalla Procura della Repubblica di Marsala, segnato da criticità. Gli avvocati attendono con interesse il deposito delle motivazioni, che chiariranno le ragioni dell’annullamento e faranno luce sugli errori che hanno influenzato l’iter processuale.
Processo per diffamazione e prossima udienza
Per l’ex pm Maria Angioni, la partita giudiziaria si sposta a Monza nel processo per diffamazione nei confronti dell’ispettore di polizia Vincenzo Tumbiolo. La condanna in primo grado a quattro mesi di reclusione era stata annullata dalla Cassazione, che ha disposto la trasmissione degli atti al tribunale di Monza. La base delle vicende giudiziarie di Angioni risiede in un intervento in diretta su “Mattino Cinque”, dove aveva ipotizzato inadempienze da parte di Tumbiolo e altri colleghi. Una perquisizione nell’abitazione di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, era stata citata come esempio di errori, ma Tumbiolo non aveva partecipato all’operazione poiché era sospeso dal servizio.
La Cassazione ha annullato la condanna a un anno inflitta dai giudici di merito a Maria Angioni, condannata oggi a un anno di carcere per false informazioni al pubblico ministero. La decisione ha reso definitiva l’annullamento delle pronunce dei giudici di merito e della Corte d’Appello di Palermo. La partita giudiziaria si sposta a Monza, con una prima udienza fissata al 16 giugno 2026. I difensori di Angioni hanno espresso soddisfazione per l’annullamento, sottolineando che la Suprema Corte ha accolto le censure sollevate e ha rimesso in discussione il processo costruito dalla Procura della Repubblica di Marsala.
