La ricerca di casa per figlia e nipoti si trasforma in un incubo per una 71enne

Una donna di 71 anni cerca casa per la famiglia da quattro mesi, ma i proprietari escludono gli italiani.

Una donna cerca casa per famiglia, ma i proprietari escludono gli italiani
Una donna cerca casa per famiglia, ma i proprietari escludono gli italiani

Una donna di 71 anni, residente da quattro anni ad Aviano, racconta di aver cercato casa per la sua figlia e i nipoti per quattro mesi senza successo. «Affittiamo soltanto ad americani» è la frase che ha trasformato la sua ricerca in un incubo. La donna, Maria Ariano, ha sfogliato annunci sui social e contattato agenzie del territorio, ma ogni volta si è trovata di fronte a criteri ristretti e prezzo elevati. «Mai avrei pensato che la ricerca potesse essere così difficile, anzi – precisa Maria, a metà tra il disperato e il furibondo –, totalmente impossibile». La situazione si protrae da maggio e sembra non avere fine.

Un mercato in cui gli italiani vengono esclusi

La 71enne racconta che, ogni volta che si presenta a un annuncio o a un cartello “Affittasi”, viene bloccata subito. «Non mi lasciano neanche finire la frase che mi bloccano subito dicendo che non affittano agli italiani» racconta, sia che si parli di alloggi ad Aviano, sia nella zona limitrofa. I proprietari, inoltre, richiedono costi stratosferici: «Non si trova niente sotto i mille euro». Tra i tanti annunci, un open space con angolo cottura, camera e bagno, per un affitto totale di 950 euro al mese. La situazione, però, non si limita al prezzo: i criteri imposti ai potenziali inquilini sono rigidi. Niente animali, niente fumatori, meglio se una coppia senza bambini.

La ricerca di Maria è diventata un vero e proprio incubo. «Abbiamo provato ad abitare tutti assieme nel mio appartamento – continua Maria –, ma è troppo piccolo e presenta l’aria condizionata solo nella mia camera. La convivenza era impossibile, ci scannavamo». Rispetto all’alloggio dove abita tutt’oggi, la 71enne dice di essere stata «fortunatissima». Tuttavia, la proprietaria, che le ha chiesto un prezzo abbordabile, ha rifiutato la sua offerta di 750 euro, richiedendo un deposito cauzionale di 1.500 euro. La donna ha provato a prendere un appuntamento per vedere una casa a San Giovanni di Polcenigo, ma l’esperienza è finita in un rifiuto.

Una riflessione su discriminazione e mercato immobiliare

Al di là della vicenda personale, Maria propone una riflessione di più ampio respiro. «Ammesso e non concesso che il libero mercato conceda ai proprietari di fissare il prezzo dell’immobile da locare, è ammissibile che dal mercato vengano esclusi a priori i cittadini italiani? Dopo tutto siamo in Italia». La donna critica anche il mito che gli americani portano ricchezza. «Un pensiero valido solo per i proprietari di case. Per tutto il resto è falso: loro non pagano né l’iva, né le accise». La sua esperienza, quindi, non è solo un problema personale, ma un segnale di una situazione più ampia e problematica.

La situazione si complica ulteriormente quando Maria, dopo aver inviato una bozza di contratto, viene richiamata dalla proprietaria che le dice di aver altre persone interessate e chiede un deposito cauzionale di 1.500 euro. «Ci sono rimasta malissimo – commenta Maria –, ma neanche la legge permette di fare quello che mi ha chiesto». La donna, che vive in un alloggio che considera «fortunatissimo», continua a cercare casa per la sua famiglia, ma la ricerca sembra non avere fine. La sua esperienza rappresenta un caso emblematico di discriminazione nel mercato immobiliare italiano.